Vaccino Oxford pronto a novembre? Ricercatore italiano smentisce la fuga di notizie

Più probabile, secondo la Bbc, che la vaccinazione diffusa “arrivi al più presto l'anno prossimo". L'equivoco sulle dosi a disposizione già in autunno sarebbe nato da un 'mix' tra titoli e virgolettati fuori contesto

Nei giorni scorsi su diversi quotidiani italiani sono apparsi titoli e articoli che parlano di “10 milioni di dosi di vaccino entro novembre” distribuiti ai cittadini italiani grazie al lavoro dei ricercatori di Oxford. Ma a smentire la notizia è uno dei diretti interessati, che con un post su Twitter ha seccamente invitato i giornalisti a informarsi meglio. La presunta conclusione entro un mese dei test medici e la distribuzione di massa delle dosi è quantomeno “interessante”, scrive con sarcasmo il ricercatore Andrea Mazzella, “perché io sto lavorando a questa sperimentazione ed è una notizia nuova anche per me”.

Interrogato dagli utenti curiosi di saperne di più da una fonte diretta (Mazzella sta portando avanti la sua attività di ricerca in epidemiologia presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine), lo studioso ha precisato di non poter fare “commenti specifici sulla sperimentazione a cui sto contribuendo” perché tenuto a mantenere il riserbo sui test in corso: “La nostra politica sui media (giustamente) non me lo consente”. Il ricercatore non si è comunque astenuto dal formulare ipotesi su come la bufala dei 10 milioni di vaccini distribuiti a novembre sia arrivata sulle prime pagine dei giornali italiani.

“Temo che ci sia stato un effetto telefono senza fili”, aggiunge Mazzella. “Una notizia minima - scrive il ricercatore - potrebbe essere stata ingigantita, dettata dalla comprensibile speranza collettiva di uscire presto dalla pandemia”. A scatenare il passaparola ingigantito potrebbero essere state anche fonti governative. 

In tanti fanno infatti notare che lo stesso ministro alla Salute, Roberto Speranza, ha iniziato 6 giorni fa a parlare delle prime dosi del vaccino anticovid “sul mercato entro la fine del 2020”. Due giorni fa la notizia è rimbalzata sulle agenzie che hanno riportato l’annuncio su addirittura “17 milioni di dosi del vaccino alle Regioni”. “Abbiamo un contratto con AstraZeneca, che produce il cosiddetto candidato vaccino Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia - ha spiegato Speranza all’Ansa - e che verrà infialato ad Anagni, e se dovesse andar bene le prime dosi ci saranno consegnate già alla fine dell’anno”. Da un inaccurato mix tra titolo e notizia potrebbe essere nato l’equivoco. 

“Mi chiedo però - prosegue Mazzella - come mai i media italiani non abbiano pensato quanto meno di controllare con i media britannici, che in questi giorni non hanno fatto alcun commento su questa sperimentazione del vaccino”. Lo scorso 20 luglio il giornalista James Gallagher della Bbc scriveva: “È possibile che un vaccino contro il coronavirus si dimostri efficace prima della fine dell'anno, tuttavia, non sarà ampiamente disponibile”. Più probabile, si spiegava, che la vaccinazione diffusa “arrivi al più presto l'anno prossimo”. 

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