Ue a Italia: "Aumenti reddito di cittadinanza e fondi per autonomi. E investa di più nella sanità"

La Commissione europea pubblica le prime raccomandazioni economiche dell'era Covid: bene la risposta del nostro Paese all'emergenza e regole sui conti sospese. Adesso è il momento di spendere per proteggere lavoratori e imprese

Il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni

Il mantra degli ultimi anni era sempre stato quello di contenere le spese per ridurre il debito pubblico. Ma la pandemia di Covid-19 ha mandato in soffitta, per il momento, il Patto di stabilità. E adesso la Commissione europea chiede all'Italia di pensare solo a spendere e di farlo bene. Le priorità? Una reta di protezione sociale più larga possibile attraverso un "reddito di sostituzione" che aiuti anche le categorie escluse dagli ammortizzatori, come le partite Iva, e un reddito di cittadinanza allargato "ai gruppi più vulnerabili". Inoltre, servono maggiori investimenti nella sanità, soprattutto sul fronte delle assunzioni di nuovo personale. E' quanto scrive Bruxelles nella sua lettera di raccomandazioni al nostro Paese. Vediamo i dettagli punto per punto.

Bene la risposta immediata all'emergenza

Il testo della Commissione europea segnala subito come sia "probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni e i territori italiani, a causa delle annose disparità economiche e sociali, del divergente potenziale di competitività e del grado di dipendenza dal turismo". Ecco perché servono "risposte politiche mirate". Quelle adottate finora, scrive Bruxelles, "sono in linea con gli orientamenti" della Commissione. "La piena attuazione di tali misure, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine", si legge ancora. Parole che sembrano rimandare le discussioni su debito pubblico e deficit non alla fine della pandemia, come chiedono i falchi del rigore, ma dopo la ripresa. 

La sanità e la frammentazione regionale

"La pandemia di Covid-19 - scrive sempre Bruxelles - ha sottoposto il sistema sanitario nazionale a una pressione senza precedenti, facendo emergere debolezze strutturali e la necessità di incrementare la preparazione in risposta agli eventi di crisi. Nonostante la spesa sanitaria sia inferiore alla media dell'Ue, il sistema sanitario italiano è caratterizzato da servizi universali altamente specializzati e di buona qualità e in generale è riuscito a fornire un'assistenza accessibile". La Commissione europea punta il dito contro "la frammentazione nella governance del sistema sanitario e nel coordinamento tra autorità centrali e regionali", che "ha rallentato l'attuazione di alcune misure di contenimento". Da qui la raccomandazione di "migliorare i processi di governance" e "i piani di preparazione alle crisi".

Dall'altro lato, Bruxelles, rende omaggio a medici, infermieri e operatori sociali: "La risposta dei sistemi sanitari regionali alla crisi si è basata principalmente su una mobilitazione straordinaria, in particolare del personale sanitario e dei servizi sociali locali, che ha compensato i limiti dell'infrastruttura fisica, del numero di operatori sanitari" e dei tagli degli anni passati. Ecco perché adesso  "le politiche post Covid-19 dovrebbero puntare a colmare la carenza di investimenti pubblici nell'assistenza sanitaria. Nel medio-lungo termine lo sviluppo di un piano strategico di investimenti" con "politiche volte a rimuovere gli impedimenti alla formazione, all'assunzione e al mantenimento in servizio del personale sanitario", scrive Bruxelles.

I redditi di sostituzione e cittadinanza

Altro passaggio importante delle raccomandazioni di Bruxelles riguarda gli "ammortizzatori sociali", che dovrebbero "essere rafforzati per garantire redditi sostitutivi adeguati, indipendentemente dallo status occupazionale dei lavoratori, in particolare di coloro che si trovano di fronte a carenze nell'accesso alla protezione sociale", ossia autonomi e partite Iva. Per la Commissione europea, "il rafforzamento del sostegno al reddito e del reddito sostitutivo è particolarmente pertinente per i lavoratori atipici e per le persone in situazioni di vulnerabilità. È altresì fondamentale la prestazione di servizi per l'inclusione sociale e nel mercato del lavoro", aggiunge Bruxelles. La Commissione, se da un lato sottolinea e difficoltà ancora persistenti nei centri per l'impiego, dall'altro promuove il reddito di cittadinanza, "del quale ha beneficiato più di un milione di famiglie nel corso dell'ultimo anno (513 euro in media)" e che "può attenuare gli effetti della crisi". Per questo, Bruxelles invita "a migliorarne la diffusione tra i gruppi vulnerabili", senza dimenticare misure a favore delle "persone impiegate nell'economia sommersa, in particolare in settori come l'agricoltura, il settore alimentare e l'edilizia abitativa". Una raccomandazione che sembra in linea con la regolarizzazione dei braccianti migranti. 

Il Green deal

I "compiti" che Bruxelles assegna all'Italia per far fronte alla crisi riguardano chiaramente anche il resto degli aspetti economici. Per esempio, la Commissione invita a "favorire la ripresa economica" anticipando "i progetti di investimento pubblici maturi" e promuovendo "gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti". In particolare, Bruxelles spinge a investire sul Green deal, ricordando che proprio l'area più colpita dal coronavirus, quella del "bacino del Po", ha bisogno vitale di investimenti nella mobilità sostenibile per ridurre l'impatto dello smog sulla salute umana. In generale, ricorda la Commissione, "affrontare le sfide associate all'ambiente e ai cambiamenti climatici, come i rischi idrogeologici, la mobilità urbana sostenibile, l'efficienza energetica, l'economia circolare e la trasformazione industriale, rappresenta un'opportunità per migliorare la produttività evitando al contempo pratiche non sostenibili. Al tempo stesso, investire in questo tipo di progetti può contribuire a creare posti di lavoro e sostenere la ripresa post-crisi". 

Le banche

Bruxelles segnala come la crisi abbia avuto "ripercussioni sugli sforzi di riduzione dei crediti deteriorati" delle banche, uno dei punti deboli del nostro Paese su cui si è maggiormente concentrata l'attenzione di Ue ed Eurogruppo in questi ultimi anni. La Commissione, nelle sue raccomandazioni, invita a un misto di flessibilità e prudenza. La flessibilità per quei "debitori solvibili colpiti dalla crisi", attraverso "la promozione di soluzioni sostenibili", in particolare "evitando gli automatismi giuridici". Nel contempo, prosegue Bruxelles, "l'accurata segnalazione del deterioramento della qualità degli attivi e criteri prudenti per la concessione del credito possono anch'essi contribuire" a contenere "gli effetti negativi". 

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La corruzione

Secondo la Commissione, la lotta alla corruzione puo' aiutare la ripresa economica del Paese. In particolare, "la trasparenza nel settore pubblico e il rafforzamento dei controlli per contrastare la corruzione possono evitare i tentativi della criminalità organizzata di infiltrarsi nell'economia e nella finanza, turbare le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici e, più in generale, distrarre risorse pubbliche necessarie per gli investimenti", segnala Bruxelles. "Il quadro anticorruzione dell'Italia è stato recentemente rafforzato ma deve essere completato, anche con norme che sanzionino i funzionari pubblici eletti in caso di conflitto di interessi", conclude l'esecutivo Ue. 

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