La Germania sempre più "ospedale d'Europa": da Francia e Repubblica ceca in arrivo nuovi pazienti Covid

Dopo l'Olanda e il Belgio, le terapie intensive tedesche hanno aperto le porte anche a Parigi e Praga, alle prese con il congestionamento delle loro strutture. Era già successo nel corso della prima ondata. L'Ue ha stanziato 220 milioni per i trasferimenti da uno Stato all'altro

Un paziente italiano dimesso da un ospedale tedesco durante la prima ondata di covid-19

La Baviera ha messo a disposizione 100 posti letto di terapia intensiva per i pazienti provenienti dalla Repubblica ceca. La Francia, riferisce Le Figaro, potrebbe presto sfruttare la vicinanza agli ospedali tedeschi per decongestionare i suoi. La stessa cosa che hanno già fatto nei giorni scorsi l'Olanda e il Belgio. Nonostante l'aumento dei contagi e il lockdown "soft" avviato in settimana, la Germania è sempre più l'ospedale d'Europa, almeno per capacità d'accoglienza potenziale.

Le terapie intensive 

Stando agli ultimi dati del registro del Robert Koch Institut, l'istituto superiore di sanità di Berlino, sebbene i letti di terapia intensiva occupati in tutto il Paese siano ben 21mila, gli ospedali tedeschi hanno ancora quasi 20mila posti disponibili, di cui 7mila subito e il resto allestibile in meno di una settimana. Per avere un termine di paragone, in Italia i letti di terapia intensiva sono poco più di 6.500 (ed erano ancora meno prima della pandemia). Anche l'Olanda ha, in percentuale sulla popolazione, una disponibilità simile alla nostra. Va un poco meglio in Francia e in Belgio, che però hanno lo stesso raggiunto livelli di saturazione preoccupanti.  

La solidarietà tedesca

In Francia, a lanciare l'allarme è stato Frédéric Valletoux, presidente della Federazione ospedaliera francese (Fhf), che ha parlato di una  "pressione (sugli ospedali; ndr) estremamente forte in alcuni territori", in particolare Auvergne-Rhône-Alpes e in Hauts-de-France.  Ecco perché proprio da queste regioni sono previsti trasferimenti di pazienti verso la Germania. Queste evacuazioni potrebbero avvenire "nei prossimi dieci giorni", ha spiegato, prevedendo "un punto di saturazione entro dieci giorni" nelle unità di terapia intensiva.

Anche la Repubblica ceca è prossima a saturare le sue strutture, e una conferma indiretta e drammatica arriva dai dati sulla mortalità per Covid-19: stando al bollettino dell'Ecdc, nelle ultime due settimane il Paese ha registrato una media di 21 morti al giorno ogni 100mila abitanti. Da qui l'accordo con il land tedesco della Baviera, che ha riservato 100 posti letto di terapia intensiva ai pazienti cechi. "Questa dimostrazione di solidarietà è importante per noi", ha detto il primo ministro ceco, Andrej Babis, ricordando anche i tanti suoi concittadini che lavorano e vivono in Baaviera. 

"Abbiamo preso una serie di decisioni importanti per prevenire la diffusione del coronavirus. Vogliamo che l'economia, le imprese, le scuole e gli asili nido continuino a funzionare. E' cosa buona che i confini restino aperti e che ci siano analoghe misure da entrambe le parti. E' importante per noi che i cechi continuino a venire" in Baviera, ha detto il governatore del land, Markus Soder (per il resto, tra i più accesi avversari dell'immigrazione in Europa). 

Chi ha già inviato i suoi pazienti in Germania sono Olanda e Belgio: i Paesi bassi si sono mossi per primi con l'obiettivo di anticipare pericolose saturazioni delle strutture, visto anche il basso numero di posti letto in terapia intensiva. Il Belgio, invece, si trova ad affrontare un aumento esponenziale dei casi, con una media di 13 morti al giorno ogni 100mila abitanti, la seconda più alta in Europa dopo la Repubblica ceca. 

La carenza di infermieri

La Germania, dunque, ha replicato finora quanto fatto durante la prima ondata, accogliendo pazienti dall'estero o rendendosi disponibile a farlo. Ma non tutti nel Paese guardano a questa solidarietà con entusiasmo. Perché se i posti letto ci sono, quello che potrebbe mancare a breve è il personale medico. "La situazione è molto grave", ha detto a DW Natalie Sharifzadeh, dell'Associazione tedesca degli infermieri. "Non è chiaro se abbiamo abbastanza persone per prenderci cura dei pazienti", ha aggiunto, facendo riferimento ai casi di malattia tra il personale. Secondo l'Agenzia italiana per i servizi sanitari regionali, in Germania ci sono 13 infermieri ogni 1.000 abitanti. In Italia si scende a 5,8. 

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