Come sarà l'Europa post-Covid di Ursula von der Leyen

Sanità, Cina, Green Deal e le immancabili polemiche sulla gestione dei migranti. Ecco cosa ha detto la presidente della Commissione nel suo primo discorso sullo Stato dell'Unione

Source: EC - Audiovisual Service

Sanità, migranti, ma anche Cina e Russia. Con il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha cercato di dare respiro globale all’agenda politica Ue, spesso rimproverata di concentrarsi troppo sui temi da ‘bolla europea’, dalla Brexit all’equilibrio di competenze tra Bruxelles e gli Stati membri. Punto di contatto tra i temi cari alle istituzioni europee e le prime pagine dei giornali nazionali è senza dubbio il piano Next Generation EU (Ngeu), salito alla ribalta in Italia come Recovery Fund. 

Il piano per le prossime generazioni

Nel suo discorso di oggi, la tedesca ha precisato che “il 37% di Ngeu sarà usato direttamente per gli obiettivi del Green Deal europeo”, ovvero di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 per poi azzerarle entro il 2050. Il maxi-piano di aiuti sarà legato da un doppio filo ‘verde’ agli obiettivi sul clima. Anche nelle operazioni finanziarie di reperimento dei 750 miliardi sui mercati, che la Commissione si appresta a iniziare, Bruxelles fissa “un obiettivo del 30%” da raccogliere “tramite obbligazioni verdi”, ovvero con titoli che vanno verso l’incremento delle energie rinnovabili e della riconversione sostenibile del sistema economico. La seconda transizione voluta dalla tedesca, quella tecnologica, verrà sostenuta con “il 20% di Next Generation EU” su investimenti digitali. “È inaccettabile che il 40% delle persone che vivono nelle zone rurali non abbia ancora accesso a connessioni veloci a banda larga”, scandisce da presidente a un’Aula mezzo vuota, con la gran parte dei deputati che seguono a distanza l’intervento per rispettare le norme sul distanziamento. Terzo e ultimo elemento imprescindibile nell’assegnazione dei fondi sarà il rispetto dello Stato di diritto. “Garantiremo - promette la von der Leyen - che il denaro europeo sia protetto da qualsiasi tipo di frode, corruzione e conflitto di interessi”. Un capitolo “non negoziabile”, afferma. “Che si tratti del primato del diritto europeo, della libertà di stampa, dell'indipendenza della magistratura o della vendita di passaporti d’oro”, la tedesca intende chiarire che non verranno fatti compromessi al ribasso.

Le parole su Carola e Vittoria

Poi c’è l’Itala. Il Belpaese è il più citato nel discorso della von der Leyen, che all’inizio del suo intervento ha ricordato il meccanismo europeo di protezione civile che “ha permesso ai medici rumeni di curare pazienti in Italia”. La seconda citazione arriva qualche secondo più tardi, quando la presidente annuncia di aver iniziato a lavorare “assieme al presidente del Consiglio Conte” per convocare “il prossimo anno in Italia un vertice mondiale sulla salute”. La ‘numero uno’ dell’esecutivo Ue ricorda poi “l’autorizzazione di oltre 3 trilioni di euro a sostegno di imprese e industria: dai pescatori in Croazia agli agricoltori in Grecia, dalle piccole e medie imprese in Italia ai liberi professionisti in Danimarca”. Un ultimo pensiero all’Italia arriva nella parte finale del discorso quando la tedesca si riferisce al video di Carola e Vittoria, le due giovani che giocano a tennis durante il confinamento tra i tetti di Finale Ligure. Un’immagine che le è “rimasta impressa” nei mesi difficili della pandemia e che “cattura il mondo attraverso gli occhi dei nostri figli”. “Questa è la Next Generation EU”, ha detto la presidente. 

Unione sanitaria

Il vertice sulla salute che la Commissione e il Governo italiano intendono organizzare si terrà nel 2021 e, con tutta probabilità, segnerà un cambio di passo dell’Ue verso “un'Unione europea della sanità più forte”. “Dobbiamo rafforzare la nostra preparazione alle crisi e la gestione delle minacce sanitarie transfrontaliere”, sottolinea. “Abbiamo bisogno - aggiunge - di scorte strategiche per affrontare le dipendenze della catena di approvvigionamento, in particolare per i prodotti farmaceutici”.

Via Dublino, Ue verso il 'Nuovo patto sui migranti'

Il capitolo migranti rimane uno dei più controversi della giornata. In un successivo intervento la presidente ha chiarito di voler “abolire il regolamento di Dublino”, che lascia la responsabilità della gestione dei richiedenti asilo in capo al Paese di arrivo, per rimpiazzarlo con “un nuovo sistema europeo di governance delle migrazioni”. La prossima settimana la Commissione presenterà il suo ‘Nuovo patto sulla migrazione’ e oggi la presidente ha ribadito la necessità di “salvare vite in mare” ma anche di “fare una chiara distinzione tra coloro che hanno il diritto di restare e chi non ha tale diritto”. Si aspetta dunque un piano integrato di gestione dei richiedenti asilo e dei rimpatri. Anche se sui dettagli del provvedimento, che verrà annunciato la settimana prossima, si gioca la vera partita. 

Cina e Russia 

Sulla Cina, la von der Leyen ripete la formula ormai nota: Pechino “è un partner negoziale, un concorrente economico e un rivale sistemico”. Ma chiarisce anche che “abbiamo interessi in comune su questioni come il cambiamento climatico” e Bruxelles si aspetta che il gigante asiatico “mantenga i suoi impegni nell'accordo di Parigi e dia l’esempio”. Poi segna le differenze: “Non c'è dubbio che promuoviamo sistemi di governance e società molto diversi. Noi crediamo nel valore universale della democrazia e dei diritti dell’individuo”. “Dobbiamo sempre denunciare le violazioni dei diritti umani ogni volta e ovunque si verifichino sia a Hong Kong che con gli uiguri”, dice riferendosi alle discriminazioni dei confronti della minoranza musulmana.

“A coloro che sostengono legami più stretti con la Russia, dico che l'avvelenamento di Alexei Navalny con un agente chimico avanzato non è un episodio isolato”, sostiene con decisione sul dossier più caldo della politica internazionale. “Abbiamo visto lo stesso schema in Georgia e Ucraina, Siria e Salisbury e nell'ingerenza elettorale in tutto il mondo”, denuncia apertamente. “Questo modello non sta cambiando e nessun gasdotto lo cambierà”, accusa riferendosi al Nord Stream 2, il contestato progetto che dovrebbe portare gas russo alla Germania e in tutta l’Ue. Ma il condizionale è d’obbligo. 

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