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Giovedì, 26 Maggio 2022
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"L'Europa deve investire nei suoi giovani per uscire dalla crisi economica"

Intervista a David Casa, relatore della proposta del nuovo Fondo Sociale Europeo Plus: ecco le misure contro povertà e disoccupazione giovanile

Lotta alla povertà, inclusione sociale ed educazione alla portata di tutti, ma da quest’anno anche un occhio di riguardo ai giovani e ai bambini che vivono da alto rischio di indigenza ed esclusione: è la nuova veste del Fondo Sociale Europeo, che il Parlamento europeo ha trasformato in Fondo Sociale Europeo Plus, aggregando sotto lo stesso nome l’ex FSE e altri fondi “minori” destinati in modo specifico ai giovani e ai più poveri.

Il nuovo FSE+ porta in dote un pacchetto di 87 995 miliardi di euro da destinare agli Stati Membri, ma ha alcune clausole che garantiscono che i fondi vengano destinati a chi ne ha davvero bisogno. Secondo l’accordo raggiunto dal Parlamento europeo, gli Stati Membri in cui il numero di bambini ad alto rischio di povertà è superiore alla media europea dovranno destinare almeno il 5% delle risorse ad azioni che contribuiscono alla parità di accesso dei bambini all'assistenza sanitaria, all'istruzione gratuita, all'assistenza all'infanzia gratuite, e ad alloggi e alimentazione adeguati. Stiamo parlando di Paesi come Romania (41%), Bulgaria (36%), Grecia e Spagna (31%), che superano di molto la media europea, assestata al 24%. Ma poco sopra questa media c’è anche l’Italia, con un 27% di minorenni a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Il Parlamento europeo ha deciso anche di impegnarsi per la lotta al fenomeno dei NEET, giovani che non studiano, non lavorano e non sono alla ricerca di un impiego: anche in questo caso, nei Paesi che superano la media europea il 12,5% del nuovo FSE+ sarà destinato alla lotta al fenomeno. L’Italia in questo caso è coinvolta in primissima persona, perché è il Paese europeo con il tasso più alto di giovani NEET: il 29,4% a fronte di una media europea del 17,6%. Per questo il Parlamento finanzierà progetti di istruzione, formazione professionale, apprendistato o transizione scuola-lavoro.

Ne abbiamo parlato con l’eurodeputato maltese David Casa, del PPE, relatore della proposta di legge per l’istituzione dell’Fondo Sociale Europeo Plus.

Perché il Parlamento ha sentito l'urgenza di approvare il FSE+ e qual è la differenza con il FSE?

Il FSE è il principale strumento dell'UE per investire nelle persone. Finanzia iniziative per l'occupazione, la formazione, l'istruzione, la gioventù e la lotta all'esclusione sociale e lo fa dal 1957.  È ancora più importante ora, all'indomani della pandemia, quando l'economia e la società hanno subito colpi enormi. È in questo contesto che è stato negoziato il FSE+. Dovevamo lavorare con gli strumenti che avevamo e usarli al meglio, anche estendendo il precedente FSE oltre il suo ciclo di sette anni. Ciò che il nuovo FSE+ fa è dare ai governi strumenti aggiuntivi includendo il precedente FEAD - un fondo che mira ad affrontare la deprivazione materiale - così come l'EASI, che promuove un livello di occupazione sostenibile e di alta qualità, tra gli altri obiettivi. Il nuovo formato del FSE+ è progettato per trarre il massimo vantaggio dalle sinergie tra i fondi. In definitiva, questo rende le comunità e i governi di tutta l'UE più resilienti per evitare la crisi economica e investire nei nostri giovani, lavoratori e famiglie che escono dalla pandemia.

Qual è la strategia a lungo termine del PE per affrontare la povertà infantile e la disoccupazione giovanile?

Il Parlamento europeo è stato in prima linea negli sforzi a livello europeo per combattere la povertà infantile e la disoccupazione giovanile.  Ciò che è stato negoziato nel FSE+ è un risultato importante in questo senso. Il FSE+ si occupa specificamente di migliorare l'accesso all'istruzione, alla formazione e all'occupazione, specialmente per i giovani, che sono identificati come la prima area prioritaria nel FSE+.

Quale è la seconda priorità?

La seconda area prioritaria è quella dei bambini in povertà. Inevitabilmente, questo significa sostenere i loro genitori. Queste famiglie sono tra le più vulnerabili della società, situazioni che sono state esacerbate dal coronavirus. Per gli indigenti, il FEAD sarà lo strumento chiave per i prossimi sette anni.  Ogni area prioritaria è accompagnata da una garanzia che gli stati membri hanno l'obbligo legale di rispettare. Grazie al regolamento del FSE+, sono obbligati a dedicare fondi sufficienti per contribuire all'attuazione delle garanzie per l'infanzia e la gioventù. A questo proposito, tutti gli stati membri devono dedicare risorse a questi obiettivi.

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