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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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"Abbiamo portato il basket ai figli di migranti esclusi dalla società. E dalla legge (che abbiamo cambiato)"

La storia di un'associazione di Castel Volturno, in prima linea nella lotta alla marginalità dei figli di immigrati di seconda generazione

In un luogo dove spesso le istituzioni sono assenti, può essere un pallone arancione quello che tiene i più giovani al sicuro, felici, integrati. TamTam Basketball è un’associazione sportiva, e dall’anno scorso anche una onlus, che negli anni ha avvicinato alla pallacanestro i figli della grande comunità di immigrati africani di Castel Volturno, provincia di Caserta.

Sono ragazzi della cosiddetta seconda generazione, che sono nati in Italia, frequentano la scuola, “parlano italiano e un po’ di dialetto napoletano” scherza Massimo Antonelli, presidente dell’associazione. È una comunità che ha bisogno di fare sport. “Sono ragazzi che adesso hanno tra i 13 e i 18 anni”, spiega ancora Antonelli. “I più grandi di oggi hanno iniziato quando avevano 14 anni. Si sono appassionati e molti di loro hanno continuato, altri hanno smesso o hanno seguito i genitori che sono andati a lavorare all’estero”. TamTam Basketball è anche totalmente gratuito: i ragazzi non pagano iscrizione, le divise, le visite mediche o il pulmino. Tutto è offerto dai cinque soci, tutti ex giocatori con, a sentirli, una gran voglia di restituire qualcosa al basket. Tra di loro c’è anche Antonella Ceccato, giocatrice di Serie A a Bologna. “Come società viviamo quasi esclusivamente di donazioni e crowdfunding”, dice il presidente.

Un progetto di lungo corso, che è completamente dedicato all’inclusione e alla lotta alla marginalità in una zona molto complicata. E che l’Italia e l’Europa hanno voluto premiare: TamTam Basketball ha infatti recentemente vinto il contest “Oltre il ghetto, storie di libertà”, un concorso per raccontare l’uscita dalla marginalizzazione organizzato dal Ministero del Lavoro e finanziato dai fondi AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund) della Commissione europea. L’associazione di Castel Volturno ha presentato un video racconto dal titolo “In buone mani”, che ha permesso loro di vincere il primo premio del bando, insieme a un sussidio da tremila euro.

 

Le squadre dell’associazione sono ospiti di un palazzetto, ristrutturato con fondi propri, in cui hanno a disposizione dodici ore settimanali. “Questo purtroppo ci obbliga ad avere un numero massimo di ragazzi che possiamo iscrivere, intorno alla quarantina” spiega Antonelli. “Perché vogliamo garantire a tutti allenamenti veri, agonistici: i ragazzi hanno il diritto a migliorarsi e a competere con i coetanei”. Negli anni le ragazze si sono allontanate dall’associazione, per una delle regole della Federazione che vuole squadre miste solo fino ai 14 anni. E questo, per i soci e i dirigenti, è un grave dispiacere: “purtroppo non si sono iscritte abbastanza ragazze per formare una squadra”, dice il presidente. “E senza poter competere con altri team ovviamente le ragazze si sono annoiate e hanno lasciato”. Ma è un difetto che potrebbe essere presto risolto, perché TamTam Basketball ha recentemente vinto un bando comunale per l’affidamento decennale di una tensostruttura. “Certo ha bisogno di essere rimessa a posto e ci mancano tanti soldi, che dovremo trovare noi perché il Comune è in dissesto” spiega Antonelli. “Ma ci permetterà di avvicinare molte più persone, e soprattutto ragazze: avere una squadra femminile è il nostro obiettivo primario”. Soprattutto in una zona in cui le offerte per le giovani sono poche, dove c’è solo qualche scuola di danza.

E i figli di italiani? Il progetto era nato per tutti i ragazzi di Castel Volturno, non esclusivamente per i figli della grande comunità originaria del continente africano presente sul territorio. “Non lo so, è andata così” dice Antonelli. “Abbiamo provato a coinvolgere anche loro, sono andato io personalmente nelle scuole, ma per qualche motivo che ancora non mi spiego tra di loro l’idea non ha attecchito. Forse l’orario, forse non potevano essere accompagnati”. Nel 2016, anno in cui è nato TamTam Basketball, c’erano 15 figli di stranieri e 4 figli di italiani. Poi anche questi quattro anno smesso di frequentare gli allenamenti, ma sui social è nato un vero e proprio tamtam tra gli stranieri, e il progetto ha preso la piega che conosciamo oggi.

Negli anni TamTam Basketball ha fatto battaglie importanti per il diritto al gioco dei ragazzi: nel 2017, dopo un anno di esperienza di campionato con l’ente sportivo Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), si sono iscritti alla FIB, la Federazione Italiana Basket. “Lì abbiamo scoperto la regola che avrebbe potenzialmente messo la parola fine sull’esperienza di TamTam Basketball” ricorda Antonelli. “E cioè che a livello giovanile potevano giocare solo due ragazzi stranieri per squadra”. E i loro allievi, nati in Italia ma figli di stranieri, erano considerati stranieri. “È stato un momento veramente tragico per i ragazzi” aggiunge il presidente dell’associazione. “Abbiamo improvvisato un tamtam sui social, che è stato ripreso dai media locali ed è diventato un caso: la società impedisce di giocare a ragazzini di 14 anni. La scuola include e lo sport esclude, una cosa odiosa anche solo da pensare”. La federazione ha quindi permesso loro di giocare in deroga, ma nella Legge di Bilancio del 2017 è inclusa una norma che si chiama Salva TamTam Basket e che permette a qualsiasi cittadino straniero minorenne che vive in Italia da almeno un anno e ne frequenta le scuole di essere considerato un italiano a tutti gli effetti, a livello sportivo. “Una favola nella favola, un lieto fine che oggi permette a 800mila ragazzi figli di stranieri di fare sport come i loro coetanei figli di italiani”.

Il Covid e la Fondazione Decathlon

Per i ragazzi di TamTam Basketball il covid è stato particolarmente pesante. “È stato difficile tenere a bada ragazzi che passano tutta la loro giornata fuori casa” ricorda Antonelli. “Vivono in case piene, con famiglie molto numerose. Hanno un solo pc per studiare e per le lezioni. Abbiamo mandato video ed esercizi da fare, ma loro si divertono giocando”. In questo è venuta in soccorso la Fondazione Decathlon, già sponsor dell’associazione: venuta a sapere della problematica, ha messo a disposizione 21 canestri che sono stati montati nelle case dei ragazzi. “Questo ha sicuramente alleggerito il clima, e ci ha permesso di arrivare alla fine del lockdown senza gravi conseguenze” aggiunge il presidente di TamTam Basket. “Ora abbiamo ripreso le attività, abbiamo sempre fatto tamponi e quarantene quando era necessario. Ora Emergency ci sta dando una grande mano per le vaccinazioni, per coinvolgere le famiglie e per metterle in regola con la documentazione”.

Un Paese senza cultura sportiva

Il presidente di TamTam Basketball ripete spesso che la loro è una delle poche associazioni sportive presenti sul territorio, e realmente inclusive. Nel Comune di Castel Volturno le palestre e i palazzetti dello sport cadono a pezzi, e non c’è una scuola con uno spazio adeguato a fare attività fisica: “non è nemmeno colpa del Comune”, dice Antonelli. “Perché quando si fa una scuola l’ultima cosa a cui si pensa è la palestra, e nel caso è anche l’ultima a vivere un processo di manutenzione”. Secondo Antonelli lo sport è una materia infilata di straforo nel piano scolastico, e anche fuori dalla scuola spesso è sotto finanziato, soprattutto a livello giovanile: dovrebbe avere un capitolo di spesa nel budget sanitario, altrimenti si riesce a fare poco. “In una scuola la palestra dovrebbe avere la considerazione che ha una biblioteca” conclude Massimo Antonelli. “Perché a tutti gli effetti è una biblioteca”.

A dicembre 2020, dopo una riunione del Consiglio d’Europa dei Ministri dello Sport, è stato pubblicato il Work Plan for Sports 2021-2024. Colonna portante del nuovo piano, che aggiorna quello del settennato 2014-2020, è la promozione dell’attività fisica. Questo vuol dire che l’Europa tratterà lo sport come una delle priorità, dedicandogli spazio e occasioni di promozione, tra cui l’uso dei fondi europei come il Recovery and Resilience Facility, il React-EU e tutti i fondi strutturali. Altro argomento centrale sarà proteggere l’integrità morale ed economica degli ambienti sportivi, contrastando il doping e la manipolazione delle competizioni sportive. Infine viene preso in considerazione il ruolo sociale dello sport, come motore per la parità di genere e come spinta per la sostenibilità ambientale.

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