Giovedì, 5 Agosto 2021

La start-up napoletana che sfida il mondo degli e-sport

Nell'anno della pandemia, la giovane azienda ha raccolto 450mila euro di investimenti, aperto un canale su Twich e lanciato un'app per videogiocatori professionisti e amatoriali. Un settore, quello dei videogame, su cui anche l'Ue ha deciso di investire

Napoli lancia la sfida mondiale alla conquista degli e-sport, gli sport virtuali giocati in poltrona piuttosto che su un vero campo. 2watch è una start-up dai colori partenopei nata nell'autunno 2020, in piena pandemia, e che nel giro di pochi mesi ha raccolto investimenti per 450mila euro, aperto un canale su Twich, lanciato un'app rivolta ai videogiocatori italiani, sia professionisti che amatoriali. A raccontare la storia è NapoliToday.

Un gioco da professionisti

Parlare di professionismo nel caso degli e-sport non è affatto una forzatura perché, come ricorda l'ad di 2watch Fabrizio Perrone, "i gamer possono arrivare a guadagnare cifre non così distanti agli stipendi dei calciatori di Serie A". L'emergenza Coronavirus ha accelerato un processo che era già in corso, quello del diffuso interesse per gli eventi sportivi virtuali. Non è un caso che il Comitato olimpico li abbia inseriti nelle discipline di Tokyo 2021. E non è un caso che grandi aziende cerchino di entrare nel mercato. 

Gli investimenti arrivano da importanti player strategici come Quadronica Srl, da cui nasce Fantacalcio.it, Gieffe srl, azienda di apparecchiature videoludiche, Maria Laura Albini, ex Marketing Director dell’Inter, Fabrizio Rinaldi, Digital Innovation Manager di Versace, Salvatore Ippolito, ex Twitter e diversi altri. 

In cantiere anche un talk show

La start-up, che Perrone ha fondato insieme a Fabrizio Fiorentino, Mattia Caltagirone e e Giampiero Mele, ha già realizzato dei format in ambito gaming, in particolare un quiz-tournament show su videogiochi di calcio e un talk show con ospiti come streamer, youtuber, telecronisti, cantanti e illustratori. In cantiere un tg verticale sugli e-sport, format dedicati alla realtà virtuale e alla realtà aumentata e un reality show.

"Stiamo costruendo un palinsesto televisivo e l'obiettivo è quello di arrivare a trasmettere 12 ore al giorno di contenuti - spiega Perrone - stiamo realizzando format che possano seguire i gusti dei giocatori e delle community. Allo stesso tempo vogliamo essere un punto di riferimento per le aziende che vogliono investire in questo settore". 

L'Ue investe sui videogiochi 

Un settore su cui anche l'Unione europea investe, e non da ora. Lo fa con il programma Europa creativa, lo strumento faro di Bruxelles a sostegno dei settori culturali e creativi, dalla musica al cinema, fino, per l'appunto, ai videogiochi. Il programma per il 2021-2027 prevede un bilancio di 2,4 miliardi, in aumento rispetto al periodo procedente nonostante la Brexit. Una parte di questi fondi è destinata al mondo dei gamer.

Europa Creativa, si legge sul sito, "promuove idee o progetti di videogiochi i quali, rispetto ai videogiochi convenzionali esistenti, siano originali, innovativi, creativi e culturalmente diversificati; rafforzino l'identità e il patrimonio culturale europeo; siano caratterizzati da un'elevata interattività con una componente narrativa; siano ambiziosi per quanto riguarda la giocabilità, l'esperienza dell'utente e l'espressione artistica. Le opere devono anche presentare adeguate prospettive commerciali e potenzialità di accesso al mercato europeo e internazionale". Al momento non vi sono bandi aperti. Per restare informati, questa è la pagina dedicata ai fondi per il settore dei videogiochi.

Ma Europa Creativa non è solo questo. Come si legge in una nota della Commissione, il nuovo programma "continuerà a promuovere la diversità culturale e linguistica, il patrimonio culturale e la competitività e consentirà alle organizzazioni e ai professionisti creativi del settore della cultura di sviluppare progetti creativi insieme, di cooperare a livello transfrontaliero, di raggiungere un pubblico più ampio, di affrontare le attuali questioni sociali e di sostenere gli artisti emergenti". C'è poi la sezione Media, che "continuerà a sostenere progetti con una dimensione europea e internazionale, promuoverà il talento e sosterrà l'uso delle nuove tecnologie in modo da rafforzare la competitività del settore". Per la prima volta, inoltre, "il settore dei mezzi di informazione sarà sostenuto mediante diverse azioni volte a promuovere l'alfabetizzazione mediatica, il pluralismo e la libertà dei media nell'ambito della sezione transettoriale".

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