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Martedì, 25 Giugno 2024
Il parere

Pos, contanti, condono e pensioni: l'Ue boccia Meloni

La Commissione promuove in linea generale la manovra, ma avverte: le 4 misure "politiche" della legge di bilancio non sono in linea con le raccomandazioni

In linea generale, "il documento programmatico di bilancio per l'Italia" è "in linea" con le raccomandazioni Ue. Ma da Bruxelles arriva una bocciatura netta sulle quattro misure 'politiche' del governo: Pos, tetto al cash, condono fiscale e pensioni anticipate. È quanto emerge dal parere della Commissione europea sulla prima manovra del nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Le note negative

"Il documento programmatico di bilancio comprende misure che non sono coerenti con le passate raccomandazioni specifiche per Paese", scrive Bruxelles. "Il 9 luglio 2019 il Consiglio, tra gli altri, ha raccomandato all'Italia di combattere l'evasione fiscale, in particolare sotto forma di omessa fatturazione, anche rafforzando l'uso obbligatorio dei pagamenti elettronici, anche mediante l'abbassamento delle soglie legali per i pagamenti in contanti, nonché di attuare pienamente riforme pensionistiche per ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica", si legge ancora nel parere. Una premessa che porta a contestare le quattro misure più discusse di queste settimane, e che, secondo la Commissione, "non sono in linea con queste raccomandazioni specifiche per Paese". 

La prima riguarda l'aumento del tetto al cash, che passa da 2mila a 5mila euro. La seconda è il "condono fiscale che consente la cancellazione di debiti tributari pregressi relativi al periodo 2000-2015 e non superiori ai 1.000 euro". La terza, invece, è la misura sul Pos, ossia "la possibilità di rifiutare pagamenti elettronici inferiori a 60 euro senza sanzioni". Su questa misura, il governo aveva fatto trapelare nelle scorse ore l'intenzione di ridurre la soglia a 40 euro. C'è poi la questione pensioni: "il rinnovo, con criteri di età più stringenti, nel 2023 dei piani di prepensionamento scaduti a fine 2022" non rispetta le raccomandazioni Ue. In sostanza, Bruxelles boccia la misura sulle pensioni anticipate.

Attuare riforme su Iva e catasto

La Commissione europea invita poi l'Italia a dare seguito alla raccomandazioni sulle riforme strutturali riguardanti il fisco: "Al fine di ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e aumentare l'efficienza del sistema", nel luglio 2022 l'Ue aveva invitato l'Italia a "adottare e attuare adeguatamente la legge delega sulla riforma tributaria (quella presentata dal governo Draghi nell'ottobre 2021, ndr), in particolare rivedendo le aliquote marginali effettive, allineandole ai valori correnti di mercato, razionalizzando e riducendo le agevolazioni fiscali, anche per l'Iva, e le sovvenzioni dannose per l'ambiente, garantendo equità e riducendo la complessità del codice tributario". Il disegno di legge delega, continua Bruxelles, "ha previsto diverse modifiche strutturali, quali: una revisione delle imposte personali e societarie, compresa la graduale eliminazione dell'imposta sulle attività produttive; una riforma dei valori catastali unitamente a un meccanismo di adeguamenti periodici; una razionalizzazione delle aliquote Iva e delle basi imponibili; e una revisione delle tasse ambientali in linea con i principi del Green Deal europeo. Ha inoltre incaricato il governo di semplificare il sistema fiscale e di armonizzare la legislazione fiscale in un unico codice legale. Tuttavia, la legge delega non è stata approvata dal Parlamento", ricorda Bruxelles.

Promozione in linea generale

Al netto delle note negative sottolineate in precedenza, la Commissione ha comunque promosso in linea generale la manovra. In particolare, "la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale è in linea con la raccomandazione del Consiglio". Mentre sul fronte degli investimenti, tra Pnrr, altri fondi Ue e risorse proprie, il piano del governo è in linea con gli orientamento Ue sulle "transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica". Anche qui, però, Bruxelles lancia un avvertimento (che in realtà è lo stesso lanciato anche per gli altri Paesi Ue: il prolungamento delle misure di sostegno a famiglie e imprese contro il caro bollette potrebbe portare "a un aumento del deficit e del debito pubblici previsti nel 2023". Pertanto, "è importante che gli Stati membri concentrino meglio tali misure sulle famiglie più vulnerabili e sulle imprese esposte, per preservare gli incentivi alla riduzione della domanda di energia e ridurli man mano che diminuiscono le pressioni sui prezzi dell'energia", conclude la Commissione. 

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