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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
La guerra economica

"Con le sanzioni Ue la Russia ha perso finora 100 miliardi di euro"

Sono i calcoli della Commissione europea che si basano su commercio e beni sequestrati: "Il Pil giù del 10,4% già quest'anno"

Le sanzioni dell'Unione europea alla Russia stanno funzionando? La domanda è lecita, visti i dubbi sollevati da diversi economisti circa l'efficacia delle misure varate da Bruxelles per punire Mosca dopo l'invasione in Ucraina. Tanto più se si analizza il rapporto tra i costi (per l'economia Ue) e i benefici di tale azione di contrasto al Cremlino. Per la Commissione europea, però, i dati parlano chiaro: finora i 6 pacchetti di sanzioni hanno provocato un danno all'economia russa e ai suoi oligarchi pari a circa 100 miliardi di euro. E determineranno un calo del Pil del 10,4% nel 2022.

Sono i dati citati dalla Dpa, l'agenzia stampa tedesca, sulla base delle informazioni ottenute da Bruxelles. Stando a quanto hanno calcolta gli esperti della Commissione europea, in seguito alle restrizioni commerciali imposte a Mosca, le esportazioni verso l'Ue per il 2022 raggiungeranno un valore di 73 miliardi, meno della metà rispetto al volume del 2021. La "perdita" è di 85 miliardi, e gli esperti Ue ritengono improbabile che altri Paesi come la Cina possano compensare più di tanto tale calo nell'export. 

A questa somma, si aggiungono i beni congelati ai russi, in particolare ai cosiddetti oligarchi, che ammonterebbero a un valore di circa 13,8 miliardi di euro. Anche le riserve della banca centrale russa, che valgono miliardi, non sono più accessibili. "I dati disponibili mostrano molto chiaramente che le sanzioni stanno funzionando", ha affermato un alto funzionario dell'Ue alla Dpa. Nonostante il periodo di tempo relativamente breve, sono già stati raggiunti effetti significativi sull'economia russa. È anche chiaro che l'effetto diventerà ancora più forte nel tempo, è il ragionamento di Bruxelles.

In particolare, l'Ue attualmente presume che la produzione economica della Russia si ridurrà del 10,4 per cento quest'anno. Inoltre, bisogna anche "conteggiare" gli effetti sulla popolazione: i sondaggi mostrano che i russi stanno cominciando a patire i problemi con l'aumento dei prezzi e temono una nuova economia di scarsità. "A Mosca, la città più grande d'Europa, molte catene di negozi occidentali hanno chiuso i battenti e intere file di negozi sono vuote nei centri commerciali - scrive la Dpa - I cinema devono chiudere perché non ci sono più film di Hollywood. C'è persino una mancanza di colori per le confezioni". 

Finora, tali problemi sono stati affrontati con spirito nazionalistico, ossia come un sacrificio necessario per 'salvare la Patria'. Ma non è detto che il sentimento patriottico possa resistere a lungo senza portare a disagi sociali. Anche perché, si può fare a meno di beni di consumo occidentali, ma solo a patto che si trovino alternative: i problemi della catena di approvvigionamento e la mancanza di accesso a tecnologie straniere avanzate ostacoleranno sempre più "la produzione interna, gli investimenti e la crescita della produttività", scrive ancora la Dpa. 

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