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Sabato, 25 Maggio 2024
I dati / Russia

Il crollo dei ricavi petroliferi della Russia: giù del 42%

Mosca esporta le stesse quantità di greggio ma guadagna meno. Segno che le sanzioni occidentali stanno funzionando

Le sanzioni occidentali contro il petrolio russo cominciano a dare i loro effetti: i ricavi delle esportazioni di greggio della Russia sono crollati del 42% a febbraio, secondo l'Agenzia Internazionale dell'energia (Aie).

In un report, l'Aie segnala che il mese scorso la Russia ha guadagnato 11,6 miliardi di dollari dalle sue esportazioni di petrolio dopo che l'Unione europea ha imposto un divieto sui prodotti petroliferi russi insieme a un tetto di prezzo concordato con il G7 e l'Australia. Si tratta di una diminuzione significativa rispetto ai 14,3 miliardi di dollari di gennaio e di un calo del 42% rispetto ai 20 miliardi di dollari del febbraio dello scorso anno.

Secondo l'Aie, la Russia continua tuttavia a spedire "all'incirca la stessa" quantità di petrolio sui mercati mondiali. "Ciò indica che il regime di sanzioni del G7 è stato efficace nel non limitare le forniture globali di greggio e prodotti, limitando al contempo la capacità della Russia di generare ricavi da esportazione", afferma l'Agenzia.

Le esportazioni di petrolio russo sono scese di 500.000 barili al giorno a 7,5 milioni di bpd a febbraio, con un forte calo delle spedizioni verso l'Ue. "I recenti dati di tracciamento delle petroliere indicano che Mosca è riuscita a dirottare la maggior parte dei barili precedentemente destinati all'Ue e agli Stati Uniti verso nuovi sbocchi in Asia, Africa e Medio Oriente", ha dichiarato l'Aie. "Sebbene sia riuscita a sostenere i volumi, le entrate petrolifere della Russia hanno subito un colpo", conclude.

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