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Lunedì, 27 Giugno 2022
Salari e caro-prezzi

I salari reali degli italiani caleranno più che in tutta Europa, lo dice Bruxelles

L'avvertimento della Commissione Ue: inflazione record e crescita lenta delle retribuzioni sono destinati a pesare sul reddito disponibile reale delle famiglie

I fondi Ue del Recovery fund avranno pure rilanciato la crescita dell'economia, ma i salari degli italiani continueranno a restare bassi. Anzi, con l'inflazione record che stiamo già vedendo e che proseguirà nei prossimi mesi, le retribuzioni reali, ossia quelle parametrate al costo della vita, diminuiranno non di poco. Succederà nel 2022, come del resto accadrà nel resto dell'Unione europea. Ma a differenza dell'Ue, la perdita di potere d'acquisto proseguirà anche nel 2023. È quanto emerge dalle previsioni economiche di primavera della Commissione europea. 

Nell'intera Ue, scrive Bruxelles, "si prevede che le retribuzioni dei dipendenti pro-capite aumenteranno" del 3,8% quest'anno e del 3,7% il prossimo. In Italia, l'aumento sarà più contenuto: del 2,5% nel 2022, e dell'1,3% nel 2023. Considerato l'intero biennio, i salariati italiani saranno quelli che vedranno crescere meno le loro buste paga in tutta l'Ue. Ma non c'è solo questo. 

Sebbene tali "tassi di crescita - continua la Commissione - sono ben al di sopra di quelli registrati negli anni precedenti, non sono all'altezza dell'impennata dell'inflazione", che secondo il commissario Ue Paolo Gentiloni sta raggiungendo livelli mai toccati da quando è stato creato l'Euro. La stima è di una inflazione del 6,1% nel 2022. In Italia, la previsione è del 6%.

A causa dell'aumento del costo della vita (e del fatto che probabilmente "le preoccupazioni per la sicurezza del lavoro piuttosto che per gli aumenti salariali continuino ad avere il sopravvento negli accordi salariali", scrive la Commissione), il reddito disponibile reale delle famiglie Ue dovrebbe diminuire del 2,8% nel 2022, nonostante le misure di compensazione per il caro-bollette varate dai vari Paesi. Guardando alle retribuzioni reali, Bruxelles prevede che quest'anno faranno registrare un -2,3%, per poi risalire dello 0,6% nel 2023. In Italia, invece, non solo il calo atteso nel 2022 è più alto della media Ue (-3,2%), ma nel 2023 si stima un'ulteriore contrazione della retribuzioni reali dell'1%, in controtendenza rispetto all'andamento generale europeo.

"L'aumento dei prezzi al consumo, insieme a una crescita lenta dei salari, è destinato a pesare sul reddito disponibile reale delle famiglie e quindi sulla crescita della spesa per consumi", scrive la Commissione a proposito dell'Italia. "Il forte aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari dovrebbe portare l'inflazione" a quasi "il 6% nel 2022 con un ulteriore aumento delle pressioni sui prezzi". Con i prezzi degli input e le aspettative di inflazione a livelli storicamente elevati, "l'aumento dei prezzi di vendita dovrebbe mantenere l'inflazione al di sopra del 2% nel 2023, nonostante l'impatto calante dei prezzi dell'energia - prosegue Bruxelles - Al contrario, la crescita salariale dovrebbe rimanere moderata, poiché diversi contratti salariali sono stati già rinnovati poco prima dell'inizio dell'impennata dei prezzi dell'energia a metà del 2021". 

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