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Domenica, 14 Aprile 2024
Le stime

La ripresa economica dell'Italia si è fermata

Le previsioni della Commissione europea: nel 2023 cresceremo meno del previsto, mentre il debito pubblico è destinato a gonfiarsi ulteriormente

Nel secondo trimestre del 2023, la ripresa economica dell’Italia si è arrestata, in parallelo con la stretta sul superbonus. Lo scrive la Commissione europea nelle sue previsioni economiche di autunno.

Le nuove stime di Bruxelles segnano un passo indietro rispetto alle ultime previsioni: l'anno in corso dovrebbe chiudersi con una crescita del Pil dello 0,7%, in flessione rispetto allo 0,9% stimato in precedenza. "L’espansione dell'accumulazione di capitale, spinta dai crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni nel 2021-22, si è interrotta bruscamente nel secondo trimestre del 2023 quando i crediti sono diventati significativamente meno generosi. Il Pil reale si è contratto dello 0,4% su base trimestrale nel secondo trimestre e si stima che sia rimasto stagnante nel terzo", scrive la Commissione.

L'economia dovrebbe tornare a crescere a fine anno, e il trend positivo dovrebbe proseguire nel 2024 grazie alla ripresa dei consumi privati e "a un aumento dei salari nominali più rapido rispetto ai prezzi al consumo". Le note positive all'orizzonte sono gli investimenti del Pnrr, che dovrebbe compensare l'effetto negativo della stretta sul superbonus, e l'export, che dovrebbe beneficiare di un commercio globale in leggera espansione. Nel 2024, la crescita del Pil dovrebbe essere dello 0,9%. In generale, cresciamo poco meno del resto dell'Ue, e anche dell'Eurozona. Ma data l'importanza degli investimenti del Pnrr, è significativo guardare al confronto con l'altro grande Paese beneficiario del Recovery fund, ossia la Spagna: Madrid crescerà del 2,4% nel 2023, e del 1,7% nel 2024, un ritmo decisamente più sostenuto del nostro.

Nel triennio 2023-2026, grazie anche alle buone performance del Pil, la Spagna dovrebbe ridurre il suo debito pubblico di un punto percentuale. Quello dell'Italia, invece, è destinato a gonfiarsi di 1,1 punti. Tra i Paesi dell'Eurozona ad alto debito pubblico (ci sono anche Grecia, Portogallo e Francia) siamo quelli con la peggiore prestazione. 

Con ritorno, poi, del Patto di stabilità, il quadro futuro si fa preoccupante (tanto più se la riforma dovesse slittare, lasciando in campo le vecchie regole): il deficit di quest'anno dovrebbe attestarsi sul 5,3%, per poi scendere nei prossimi due anni al 4,4% e al 4,3%. Siamo ben al di sopra del tetto del 3%, che è poi la media prevista per i Paesi dell'Euro nel triennio. L'asse Bruxelles-Roma sui conti pubblici si preannuncia caldo. Molto dipenderà anche dall'intesa che i governi riusciranno a trovare sulla riforma del Patto.

Se l'Italia arranca, va detto, l'Europa non va così meglio, anzi. Le previsioni al ribasso sulla crescita riguardano l'Eurozona nel complesso, e Paesi come la Germania registrano il segno meno nel 2023. Secondo la Commissione, la ragione va cercata nell'aumento dei cosiddetti "rischi al ribasso", in particolare al conflitto in Medio Oriente, che si è aggiunto al "protrarsi" della guerra in Ucraina. "I mercati energetici sembrano i più vulnerabili a questi shock. Nuove interruzioni delle forniture energetiche potrebbero avere un impatto significativo sui prezzi dell'energia, sulla produzione globale e sul livello complessivo dei prezzi", avverte Bruxelles.

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