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Sabato, 20 Aprile 2024
Crisi e mutui

Ottenere un prestito in Italia è diventato 3 volte più difficile che in Germania e Francia

L’inasprimento degli standard per ottenere soldi dalle banche colpisce soprattutto le piccole imprese e le famiglie. Fattori che stanno incidendo negativamente sulla domanda di mutui

Ottenere soldi in prestito è sempre più difficile per i cittadini e le imprese italiane. È quanto emerge dall’ultima indagine sui prestiti bancari pubblicata dalla Bce che ha coinvolto oltre 150 istituti di credito dell’Eurozona. “Nel terzo trimestre del 2022 le banche dell’aerea euro hanno ulteriormente inasprito i propri standard di credito” a un ritmo “leggermente al di sopra del picco osservato dopo lo scoppio della crisi del Covid-19”, ha fatto notare Francoforte. 

In particolare “l'inasprimento degli standard di credito segnalato è stato leggermente più forte per i prestiti alle piccole e medie imprese rispetto ai prestiti alle grandi imprese e più forte per i prestiti a lungo termine” rispetto a quelli di breve durata, si legge nell’indagine. La tendenza a chiedere maggiori garanzie ai soggetti che richiedono soldi alle banche riguarda gli istituti di credito di tutti i Paesi coinvolti nello studio, che prende in esame soprattutto le prime quattro economie dell’Eurozona: Germania, Francia, Italia e Spagna. 

Ma mentre negli altri tre Paesi l’indice sugli standard per accedere a un prestito bancario è aumentato di circa il 30% (per la Francia è addirittura inferiore), in Italia tale percentuale è superiore all’80%. Le cause del netto inasprimento delle condizioni imposte dalle banche per un prestito bancario sono tante. Ad esempio, “l'inasprimento netto degli standard di credito per i prestiti immobiliari”, che “è stato il più vasto dal quarto trimestre del 2008”, viene spiegato dalla Bce con una maggiore percezione del rischio e una minore tolleranza dello stesso da parte delle banche.

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“Anche il costo di finanziamento delle banche e i vincoli di bilancio hanno contribuito all'inasprimento netto”, hanno fatto notare gli esperti dell’Eurotower. Ma oltre alla maggiore difficoltà a ottenere soldi dalle banche, la Bce ha osservato che “la domanda di prestiti delle famiglie è diminuita sostanzialmente”. Pertanto “il livello generale dei tassi di interesse, il calo della fiducia dei consumatori e le prospettive del mercato immobiliare hanno tutti contribuito negativamente alla domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni”. 

La Bce alza ancora i tassi d'interesse: cosa succede ai mutui

Le previsioni per il futuro non fanno ben sperare. “Nel quarto trimestre del 2022 le banche prevedono un inasprimento netto degli standard di credito per tutti i prestiti alle famiglie”. Inoltre, “le banche prevedono una continua forte diminuzione netta della domanda di prestiti immobiliari e una minore, ma ancora relativamente forte, diminuzione della domanda di credito al consumo”. Di qui la preoccupazione della Banca centrale.

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