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Giovedì, 29 Febbraio 2024
La stretta

Come l'Europa vuole porre un freno allo strapotere dei giganti del web

Il Parlamento ha approvato un pacchetto di regole su concorrenza, abusi online e fake news. Multe fino al 20% del fatturato per chi non le rispetta

Il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di regole volte a contrastare il monopolio dei giganti digitali e proteggere gli utenti dalla disinformazione e dai contenuti pericolosi. Durante la sessione plenaria l’Eurocamera ha adottato il Pacchetto sui Servizi Digitali, composto dalla Legge sui Servizi Digitali (Dsa) e dalla Legge sui Mercati Digitali (Dma), con una maggioranza schiacciante nella votazione in plenaria. I deputati e gli Stati membri avevano già concordato informalmente le nuove leggi in fase di negoziazione.

Con la vittoria del sì a Strasburgo ora manca solamente l'approvazione formale dei Ventisette. Con queste riforme, l'Ue vuole creare regole più severe per i giganti online come Amazon e Google. Il Digital Markets Act mira a prevenire comportamenti anticoncorrenziali da parte delle grandi società Internet nell'Unione Europea.La legge sui servizi digitali obbliga le piattaforme online a intensificare l'azione contro l'odio e le notizie false.

Il Dma

Il Dma vuole contrastare la posizione dominante di alcune piattaforme che nel corso degli anni sono riuscite a costruirsi un vero e proprio monopolio nel mondo di internet e mettere fine alle pratiche commerciali sleali. Queste aziende, anche chiamate "gatekeeper", ovvero "guardiani", detengono un potere talmente ampio da essere in grado di giocare un ruolo determinante sulle innovazioni future e sulle scelte dei consumatori, esercitando di fatto una funzione di controllo su imprese e utenti. Le misure, che potrebbero ancora cambiare, dato che il testo finale non è stato ancora approvato, prendono di mira una breve lista di aziende tecnologiche molto grandi e in gran parte americane, tra cui Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft.

Il fatto che la maggior parte di queste aziende siano statunitensi ha scatenato l'ira dei funzionari di Washington che accusano Bruxelles di prendere ingiustamente di mira le imprese della Silicon Valley. Tra i punti chiave della legge sui mercati digitali vi è il divieto di posizionare i servizi e prodotti offerti dal gatekeeper stesso più in alto nelle liste di ricerca rispetto a servizi o prodotti offerti da terzi sulla piattaforma del gigante digitale. Inoltre, la legislazione mette al bando la pratica che non permette agli utenti la possibilità di disinstallare un software o una app preinstallata su un dispositivo nuovo. Il testo definisce inoltre i criteri per qualificare una grande piattaforma online come gatekeeper, aumentando inoltre le soglie per cui una società rientrerebbe nell'ambito di applicazione della legge. Le aziende trovate a violare le nuove leggi potrebbero andare incontro a multe tra il 4 e il 20 per cento del loro fatturato globale.

Il Dsa

Il Dsa ha tra gli obiettivi quello di permettere alle autorità di far sparire dalla rete le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggiore controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali. Gli utilizzatori potranno segnalare i contenuti illegali e le piattaforme digitali avranno l’obbligo di rimuoverli il più rapidamente possibile.

Altra novità riguarda il fatto che la condivisione non consensuale, il revenge porn, sarà soggetta a rimozione immediata. La legislazione vuole reprimere le immagini di abusi sessuali su minori, contenuti terroristici e violenti, dando agli utenti un maggior controllo su ciò che apparirà loro online e proteggendoli da contenuti dannosi e illegali. La normativa aiuterà anche ad affrontare il tema della disinformazione politica o quella relativa alla salute e ad introdurre regole migliori per la moderazione dei contenuti e per la protezione della libertà di espressione.

"Nel contesto dell'aggressione russa in Ucraina e le particolari conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, è stato introdotto un nuovo articolo per istituire un meccanismo di risposta alle crisi", ha detto il Consiglio europeo. Questo meccanismo, attivato da una decisione della Commissione, permetterà di prendere misure "proporzionate ed efficaci" contro le piattaforme molto grandi che contribuiscono alla diffusione di informazioni false. La legislazione vuole costringere le piattaforme ad adottare misure per proteggere i bambini attraverso la verifica dell'età e i controlli parentali.

Tutte le piattaforme accessibili ai minori dovranno adottare misure specifiche per proteggerli, anche vietando completamente la pubblicità mirata. Inoltre, le grandi aziende di internet non potranno più raccogliere dati sensibili sulla sessualità, le condizioni di salute e la fede politica e religiosa dei propri utenti, al fine di indirizzare meglio la pubblicità. In ultimo, marketplace online come Amazon, AliExpress e eBay dovranno investire più sforzi per controllare chi vende merci sulle loro piattaforme, un modo per combattere la diffusione di prodotti illegali e pericolosi online. In questo modo gli acquirenti online avrebbero un migliore accesso al risarcimento. Le piattaforme dovranno assicurare agli utenti l’acquisto di prodotti o servizi sicuri, rafforzando i controlli sull’affidabilità delle informazioni fornite dai commercianti (secondo il principio "Know Your Business Customer") ed evitando che contenuti illegali appaiano sulle proprie piattaforme, anche attraverso controlli casuali.

Questi attori dovranno valutare loro stessi i rischi legati all'uso dei loro servizi e mettere in atto i mezzi appropriati per rimuovere i contenuti problematici. Le aziende con oltre 45 milioni di utenti dovranno essere più trasparenti sui loro dati e sugli algoritmi, che, secondo la nuova legislazione, dovranno essere resi disponibili alla Commissione e agli Stati Ue. Saranno controllati una volta all'anno da organismi indipendenti e monitorati dalla Commissione europea, che può imporre multe fino al 6 per cento delle loro vendite annuali per infrazioni ripetute. Il testo dovrà essere finalizzato a livello tecnico e verificato da giuristi-linguisti, prima che il Parlamento e il Consiglio possano dare la loro approvazione formale. Una volta completato la procedura, il Regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue e le regole cominceranno ad essere applicate 15 mesi dopo.

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