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Lunedì, 22 Aprile 2024
La direttiva

Le aziende saranno obbligate a riparare tv e lavatrici fino a 10 anni dalla vendita

La Commissione ha proposto un nuovo regolamento che punta a evitare sprechi e spese inutili per i cittadini, assicurando opzioni meno costose in caso di guasto di un apparecchio elettronico

Basta con gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici che vengono buttati e sostituiti al primo guasto. In Europa le aziende saranno tenute ad assicurare la riparazione dei beni che producono e vendono, in modo da ridurre i rifiuti ed assicurare risparmi ai cittadini. Commissione europea ha adottato una nuova proposta relativa a norme comuni che promuovono la riparazione dei beni, che punta a fare sì che un numero maggiore di prodotti sia riparato nell'ambito della garanzia legale di due anni e che i consumatori dispongano di opzioni più semplici e meno costose per riparare anche quando questa garanzia dovesse essere scaduta.

"La riparazione è essenziale per porre fine al modello 'prendi, produci, rompi e getta', così dannoso per il nostro pianeta, la nostra salute e la nostra economia. Non c'è motivo per cui un filo difettoso o un ventilatore rotto debbano costringervi ad acquistare un prodotto completamente nuovo", ha dichiarato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo. Il provvedimento, che ora dovrà essere discusso e approvato da Parlamento e Consiglio Ue, dispone che il produttore avrà l'obbligo di riparare i beni per 5-10 anni dopo l'acquisto, a seconda del tipo di prodotto, a meno che ciò non sia impossibile ad esempio, se l'oggetto è danneggiato in un modo in cui la riparazione è tecnicamente impossibile.

I prodotti per i quali esistono attualmente requisiti di riparabilità comprendono lavatrici e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione, display elettronici, apparecchiature di saldatura, aspirapolvere, server e archiviazione dati. I telefoni cellulari, i telefoni cordless e i tablet saranno presto inclusi in questo elenco, quando saranno adottati i rispettivi requisiti di riparabilità per la progettazione ecocompatibile. "Vogliamo incentivare i produttori a rendere possibile la riparazione anziché perseguire una corsa senza fine all'acquisto di nuovi prodotti di cui noi, consumatori, non abbiamo bisogno. Ciò non è sostenibile e non lascia scelta ai consumatori", ha affermato Věra Jourová, vicepresidente dell'esecutivo comunitario per i Valori e la trasparenza.

Nelle intenzioni della Commissione le nuove norme dovrebbero aiutare i consumatori a trovare servizi di riparazione adeguati, ad esempio attraverso piattaforme nazionali di riparazione online in cui i cittadini possono trovare facilmente un riparatore in base. I consumatori avranno anche il diritto di chiedere al riparatore di fornire il modulo europeo di informazione sulla riparazione sul prezzo e sulle condizioni principali della riparazione. Questo modulo aiuterà a confrontare facilmente i diversi servizi in base ad aspetti chiave, come il prezzo, la durata della riparazione o la disponibilità di un prodotto sostitutivo durante la riparazione.

Secondo le stime di Bruxelles il risparmio per i venditori e i produttori è stimato in circa 15,6 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, e per i cittadini addirittura di 176,5 miliardi di euro nello stesso periodo. Meno prodotti scartati significa anche meno rifiuti, e meno materiali necessari per produrre nuovi beni e meno emissioni di gas serra nel processo di produzione e vendita. La Commissione stima quindi che l'iniziativa possa generare un risparmio di emissioni di gas serra pari a 18,5 milioni di tonnellate, un risparmio di risorse pari a 1,8 milioni di tonnellate, e tre millioni di tonnellate di rifiuti in meno sempre nell'arco di 15 anni.

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