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Lunedì, 27 Giugno 2022
Il piano / Ucraina

Rischio blackout in Ucraina: l'Ue interviene, ma l'allaccio alla rete elettrica europea richiede tempo

I ministri dell’Energia danno il via libera all’operazione per mettere Kiev al riparo dalla mancanza di energia. Il Paese invaso ha richiesto anche carburanti e generatori

Un atto di solidarietà difficile da realizzare. Ieri i ministri dell’Energia dei ventisette Paesi Ue hanno dato il via libera all’allaccio della rete elettrica ucraina a quella europea. Il collegamento si è reso necessario con l’intensificarsi dei combattimenti con l’esercito russo, che ha causato interruzioni nella produzione domestica e nell'arrivo dalla Russia di elettricità necessaria al funzionamento dei servizi essenziali ucraini. Tanto che il ministro dell’Energia di Kiev, German Galushchenko, ha chiesto a Bruxelles “la sincronizzazione d'emergenza con la rete europea il prima possibile”, ha rivelato la commissaria europea Kadri Simson.

L’ok dei ministri, tuttavia, non sarà sufficiente per mettere Kiev al sicuro dal rischio blackout. Infatti il processo è “tecnicamente impegnativo”, ha ammesso la responsabile europea delle politiche energetiche, e vanno ancora risolte delle questioni che richiederanno “non ore ma giorni o settimane”, ha messo in chiaro Simson.

L'Ucraina intanto ha iniziato a testare la sua rete elettrica per collegarla alla rete europea e disaccoppiarsi da quella russa. Una mossa obbligata da quando è iniziata l’invasione del Paese giovedì scorso. L’operazione, ha chiarito Simson nella conferenza stampa al termine della riunione coi ministri europei, avrebbe valore “non commerciale” e servirebbe ad evitare blackout e distacchi prolungati dall’elettricità. Ma gli sforzi per ‘salvare’ l’Ucraina dalla rete elettrica russa non sono l’unico contributo che l’Ue sta dando per garantire la sovranità energetica del Paese.

“Continuiamo inoltre a lavorare - ha spiegato Simson ai giornalisti - sulla fornitura di gas all'Ucraina attraverso la capacità di flusso inverso da Ovest a Est”, cioè in senso contrario al solito movimento che porta il gas dalla Russia verso l’Ue. “Le prime consegne di questo tipo dall'Ungheria sono avvenute quest'inverno. La capacità fisica di flusso inverso tra Slovacchia e Ucraina è stata aumentata e sono in corso discussioni per estenderla alle prossime stagioni”, ha aggiunto la commissaria.

“L'Ucraina ha bisogno del nostro aiuto molto pratico e immediato”, ha dichiarato Simson poche ore dopo aver presentato agli Stati membri “un elenco di richieste provenienti dall'Ucraina con esigenze urgenti nel settore energetico”. Queste includono richieste di carburanti “come diesel, benzina e carburante per aerei”, ma anche “generatori”. “Sono lieta di comunicare che sono già previste consegne concrete da Polonia, Lituania e Repubblica Ceca e molti altri Stati membri hanno promesso il loro aiuto”, ha concluso la commissaria.

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