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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
C'è chi dice no / Russia

La star russa di Eurovision contro la guerra, parte la campagna d'odio

La cantante Manizha Sangin ha parlato di un “conflitto fratricida” e adesso diversi sui concerti sono stati annullati dopo inviti al boicottaggio e la diffusione dei contatti degli organizzatori

La cantante che ha rappresentato la Russia all'Eurovision dello scorso anno 2021 sta subendo una campagna di odio a causa della sua opposizione alla guerra in Ucraina. Manizha Sangin ha criticato apertamente l'invasione, definendola un "conflitto fratricida" che va "contro la volontà" del popolo russo. Adesso molti dei suoi concerti di quest'estate sono stati annullati in seguito a una campagna online coordinata sta cercando di mettere la star sulla lista nera della nazione, con azioni che arrivano anche alla pubblicazione di numeri di telefono e indirizzo degli organizzatori degli eventi che la vedono partecipare. "Lei, il suo team e i promotori hanno ricevuto molte minacce", ha dichiarato alla Bbc il suo partavoce, Sergey Lakovlev.

Un messaggio condiviso su Telegram include il numero di telefono e l'indirizzo degli organizzatori del festival Aleksandrovskaya Fortress di settembre, che celebra la cultura cosacca dell'Ucraina e della Russia meridionale. Il messaggio invita le persone a "scrivere" e "chiedere di cancellare l'esibizione di Manizha, dicendo che si oppone all'esercito russo". Il testo poi aggiunge: "Soprattutto, siate educati e non offensivi. È importante che le richieste siano numerose, quindi passate parola".

La cantante, il cui fidanzato è per metà ucraino, ha più volte parlato della sua "disperazione" per l'invasione ordinata da Vladimir Putin. "Non voglio altro che la pace. Bambini, donne, soldati stanno morendo qua e là", ha scritto su Instagram all'inizio dell'anno. La sua opposizione al conflitto si basa in parte sulle sue esperienze d'infanzia, quando fuggiva dalla guerra civile in Tagikistan. "Quando vedi queste tragedie dall'interno, la tua posizione è chiarissima: non vuoi che questo accada mai più a nessuno", ha dichiarato alla rete televisiva statunitense Npr. Poco dopo l'invasione della Russia, ha pubblicato una canzone intitolata Soldier, originariamente scritta sulla guerra nel suo Paese, che contiene il ripetuto ritornello: "Stop alla guerra". Nella Federazione il presidente Putin ha firmato una legge che vieta ai personaggi pubblici di usare le parole "guerra" o "invasione" per descrivere quella che Mosca chiama "operazione militare speciale". La pena prevista è fino a 15 anni di carcere.

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