Ex 5 stelle nominato a capo dei sovranisti di Salvini e Le Pen. Chi è “l’eroe di Lovere” che ama Bregovic

Eletto nel 2014 con il M5s, Zanni passò alla Lega tre anni dopo. Scelto per acclamazione, guiderà un gruppo di 73 eurodeputati pronti a fare opposizione a Strasburgo e a Bruxelles

Non sarà più l'Europa delle nazioni e delle libertà, ma avrà un nome più adatto a riassumere il nuovo volto di lotta e di governo (almeno in Italia) dei sovranisti Ue: si chiamerà Identità e Democrazia il nuovo gruppo del Parlamento europeo a trazione italo-francese (la Lega di Matteo Salvini e il Rassemblement national di Marine Le Pen), con un innesto tedesco (l'Afd). A guidarlo sarà il Carroccio, che ha la pattuglia più folta di eurodeputati. E che ha scelto per il ruolo di presidente non un leghista di lungo corso, ma il 32enne Marco Zanni. Che fino a pochi anni fa era un fiero portavoce del Movimento 5 stelle.

L'addio a Di Maio

Rieletto nelle liste della Lega con poco meno di 18mila preferenze, Zanni è entrato all’Eurocamera nel 2014 con i 5 stelle e il 'battesimo' di Beppe Grillo. Per poi andarsene sbattendo la porta nel 2017 (ma senza dimettersi dalla carica) quando il M5s tento' di entrare nel gruppo dei liberali dell'Alde (la formazione di Guy Verhofstadt, quello che, per intenderci, ha di recente dato del "burattino" al premier Giuseppe Conte). L'incoronazione di Zanni sarebbe arrivata “per acclamazione”, come ha fatto sapere il neo-eurodeputato leghista Antonio Maria Rinaldi, che ha ripreso dal vivo le prime parole del futuro leader dei sovranisti in Europa.Una volta abbandonato il gruppo dei 5 stelle, Zanni ha cominciato a scalare le gerarchie della Lega, tanto da venire preferito nelle liste a un leghista storico come Mario Borghezio (non ricandidato dai vertici). Pochi mesi fa, la conferma indiretta dell'ascesa di Zanni arrivò con la sua nomina a responsabile esteri della Lega. 

Laurea alla Bocconi, l'amore per Bregovic

Stando al suo curriculum vitae, Zanni si è laureato in economia aziendale alla Bocconi di Milano per poi proseguire gli studi a Barcellona dove ha conseguito un master in international management. “Insieme ad alcuni amici e colleghi, abbiamo creato iGreen ESADE, un’associazione di studenti che promuove le opportunità di business e sviluppo offerte dalla Green economy”, scriveva nella sua presentazione agli elettori nel 2014. Il Zanni esordiente alle europee affermava anche di parlare “fluentemente inglese e spagnolo, con una conoscenza base del catalano e del cinese mandarino”. “Sono un grande appassionato di musica etnica e del compositore serbo Goran Bregovic”, precisava prima di spiegare il suo primo impegno in politica per il Movimento cinque stelle. 

L'eroe di Lovere

Nel 2006 divenne famoso per aver salvato a Lovere, assieme al senegalese Ibrahim Souare, due fratellini che rischiavano ad annegare in un lago. Motivo per cui fu insignito della medaglia di bronzo al merito civile dal presidente Giorgio Napolitano

Gli studi economici e l’esperienza professionale nel dipartimento di Investment Banking di Banca IMI gli hanno consentito di occuparsi di “credito, della ristrutturazione del debito, di fusioni e acquisizioni e infine di strutturazione di emissioni obbligazionarie (bond) per aziende italiane, europee e americane” scriveva sempre nel 2014. Studi che l’hanno fatto diventare anche un convinto oppositore dell’euro, delle politiche d’austerity e, in generale, di tutto ciò che rappresenta il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, come dimostrato da un intervento a muso duro contro l’ex primo ministro del Lussemburgo.

I legami con CasaPound

Nel febbraio 2018 partecipò a un controverso evento al Parlamento europeo dove era stato invitato il leader di Casa Pound Simone Di Stefano. La conferenza dal titolo “Tornare Sovrani! A Bruxelles per dire fuori dall'euro e dalla Ue” fu osteggiata in tutti i modi da Verdi, Sinistra e Pd, contrari allo spazio offerto alla formazione neofascista. Di fronte alle proteste, l’eurodeputato ex-M5s disse al leader di Casa Pound: “Mi scuso per l'atteggiamento di alcuni membri di questo Parlamento, opporsi alla libera espressione è andare contro i valori di questa istituzione”.

Zanni è anche un oppositore delle sanzioni alla Russia e, pochi mesi fa, ha abbandonato una trasmissione proprio perché incalzato da una Tv tedesca sulle responsabilità di Vladimir Putin durante la guerra in Ucraina.

Il nuovo gruppo sovranista

Il gruppo che dovrà guidare conta, per il momento, 73 eurodeputati di 9 Paesi Ue. Si va dai tedeschi della Afd ai francesi del partito di Marine Le Pen, dai nazionalisti austriaci del Fpo ai tre eletti in Belgio nella lista fiamminga Vlaams Belang. Ma a fare notizia sono i partiti che mancano all’appello. Il ‘no’ alla Lega è arrivato dagli inglesi del Brexit Party di Nigel Farage, dagli ungheresi di Fidesz di Viktor Orban, dai polacchi del Pis di Jaroslaw Kaszynski, dagli spagnoli di Vox e dagli olandesi del Fvd di Thierry Baudet. 

Della grande alleanza euroscettica e eurofoba è rimasto il gruppo dei più radicali oppositori della moneta unica dell’integrazione tra Paesi Ue. Sulle spalle di Zanni pesa da oggi la responsabilità di far contare qualcosa a questa opposizione e non ridurla a una mera testimonianza sovranista. 

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