"Gli italiani non fanno più figli per colpa della Ue". Il leader di CasaPound attacca l'Europa partendo dal concepimento

Conferenza di Simone Di Stefano al Parlamento Ue: "Se al potere usciremo unilateralmente da Ue ed euro in 14 giorni con decreti spietati". Tentativo non riuscito della Sinistra e dei Verdi di impedire l'evento

Simone Di Stefano negli studi Rai. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

"Noi italiani non facciamo più figli perché per colpa della Ue non abbiamo più prospettive". La causa di tutti i flagelli che affligono l'Italia, natalità negativa inclusa, sono, per Simone Di Stefano, leader di CasaPound, l'Europa unita e la sua moneta. Un discorso che Di Stefano ha sciorinato oggi nella casa stessa della Ue, il suo Parlamento, dopo che un tentativo in extremis di interdire la sua conferenza 'Tornare Sovrani! A Bruxelles per dire fuori dall'euro e dalla Ue', facendo intervenire Tajani, non ha avuto successo. 

Tentativo di bloccare l'evento

Era stata l'eurodeputata della Sinistra unitaria Eleonora Forenza a scrivere ieri al Presidente del Parlamento Ue perché ritirasse l'autorizzazione all'evento e la possibilità per Di Stefano "di diffondere in questi edifici la sua propaganda fascista, razzista ed omofoba". Un messaggio rilanciato da tanti colleghi, in primis l'ex grillino ed ora verde Marco Affronte, ma che non è stato raccolto da Tajani. 

"Fuori dalla Ue e dall'euro in 14 giorni con decreti spietati"

E così nel Parlamento europeo ed invitato, con soldi comunitari, dal deputato di Alba Dorata Eleftherios Synadinos, Di Stefano ha attaccato al cuore la Ue. "Se avessimo il 51% dei voti e il mandato di governo, in 14 giorni condurremo unilateralmente l'Italia fuori dall'euro e dalla Ue con una serie di decreti legge spietati". D'altronde la Ue e la sua moneta, ed ancor più in particolare "Francia e Germania che la governano", sono, per il leader di casaPound, il totem di tutti i mali dell'Italia: "la perdita delle industrie e del lavoro", "l'immigrazione" e "il fatto che non facciamo più figli".

"L'Italia tornerà ad essere libera, feconda e grande, come negli anni Ottanta"

Una volta fuori dalle regole comunitarie, assicura il leader di CasaPound, "l'Italia tornerà ad essere una nazione libera, feconda e grande come eravamo prima dell'ingresso nella moneta unica". L'euro l'abbiamo in tasca del primo gennaio 2002, ma l'inizio dell'Unione economica e monetaria risale al Trattato di Maastricht del 1992. E di fatti Di Stefano ammette di ricordare con nostalgia "gli anni Ottanta", quelli, ricordiamolo noi, di Craxi e Andreotti, del debito pubblico che schizzava alle stelle per il clientelismo, della Milano da bere, dell'euforia finanziaria e di una fecondità comunque ai livelli minimi nel pianeta. 

"Nazionalizzazioni, espulsioni e investimenti", il programma elettorale

Guardando al futuro, il leader neofascista si augura di superare il 3% alle prossime elezioni di marzo e quindi di riuscire a superare lo sbarramento per le europee del 2019 ed arrivare quindi proprio in quell'Europa unita che detesta. Il suo programma, seguire la Gran Bretagna fuori dalla Ue, "ma meglio di come hanno fatto loro", appunto in due settimane e non in 2 anni abbondanti, "nazionalizzazione di acciaierie e autostrade, investimenti pubblici, espulsione di centinaia di migliaia di immigrati". Quanto alla politica estera, soppiantare la Ue "con accordi bilaterali stretti con la Russia per l'energia ed il Giappone per la tecnologia, un paese vicino a noi per tradizione e spiritualità". Ed anche, ha omesso Di Stefano, per fecondità, visto che è l'unico che fa meno figli dell'Italia. 

L'ex grillino Zanni contro l'ex grillino Affronte ed a sostegno di CasaPound

Ad ascoltarli anche Marco Zanni, che in aperta polemica con l'ex compagno di partito Affronte, ha voluto scusarsi per il tentativo di impedire l'evento. "Mi scuso - ha affermato Zanni - per l'atteggiamento di alcuni membri di questo Parlamento, opporsi alla libera espressione è andare contro i valori di questa istituzione". Tra i critici a Di Stefano si è presentato alla conferenza solo Daniele Viotti del PD, armato di una bandiera europea

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