Orban cambia idea: "Resto con Juncker e dialogo con Macron e Pd"

Fidesz, il partito del premier ungherese, chiude definitivamente la porta a un'alleanza con Matteo Salvini e il gruppo dei sovranisti. E resta nella grande casa del Ppe

Viktor Orban e Jean-Claude Juncker

Ricordate i selfie con Giorgia Meloni prima e con Matteo Salvini poi? Ricordate il vertice a due a Budapest, quando il leader della Lega fu descritto come "l'eroe che ha fermato per primo le migrazioni dal mare"? Ebbene, a pochi giorni dalle elezioni europee che dovevano trasformare quegli atti d'amore (politico) in un'alleanza capace di scardinare i consolidati equilibri di potere nell'Ue, Viktor Orban sembra avere definitivamente cambiato idea: Fidezs, il suo partito, resterà nel Ppe, ossia con Jean-Claude Juncker e Angela Merkel. Ma non solo: il nuovo corso del leader ungherese mira a "cooperare con i socialdemocratici, i Verdi e i liberali", compreso, evidentemente, Emmanuel Macron e il Pd italiano.

Insomma, dopo aver rischiato l'espulsione e aver fatto una campagna elettorale prendendo di mira i 'nemici' Juncker e George Soros, Orban ha deciso di continuare il suo impegno in Europa al fianco proprio del partito dell'attuale presidente della Commissione e con forze che fanno riferimento a quel mondo sostenuto, indirettamente, dal magnate statunitense (ma di origine ungherese). Un'inversione di rotta che in pochi immaginavano fino a poche settimane fa e che certifica la sconfitta del progetto sovranista di Salvini e Le Pen. 

In un'intervista alla Welt, il capo della cancelliera di Orban, Gergely Gulyas, ha affermato: "Per noi è meglio, e anche per il Ppe è la migliore opzione" quella di restare con i popolari. Fidesz, ha proseguito, è giunto alla conclusione "che ci sono temi sui quali possiamo cooperare con i socialdemocratici, i Verdi e i liberali". 

Che Orban stesse cambiando toni e atti politici lo si era capito già nei giorni scorsi, quando il suo governo aveva ritirato la riforma della giustizia che aveva aperto un nuovo fronte di scontro con Bruxelles. Una decisione che era parsa a tutti come un gesto di distensione dopo le tensioni degli ultimi tempi. 

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