Mercoledì, 22 Settembre 2021
Europa Today

“Bloccate la web tax o niente accordo sull'imposta alle grandi aziende”: l'aut aut degli Usa all’Ue

In passato, la Casa Bianca aveva minacciato l’imposizione di dazi commerciali contro i Paesi che volevano tassare i giganti di internet. Biden cambia toni e metodi, ma la contrarietà rimane

Gli Stati Uniti hanno chiesto a diversi Stati dell’Unione europea di rinviare ogni piano di introduzione della web tax, la tassa digitale che l’Ue dovrebbe annunciare a metà luglio. La nuova imposta potrebbe andare a colpire i grandi operatori di internet, dal motore di ricerca Google al social network Facebook passando per il gigante del mercato online Amazon o il servizio di autonoleggio Uber. Tutte grandi aziende con base negli Stati Uniti. Non stupisce, dunque, il tentativo di ennesimo rinvio della web tax, anche se a cambiare rispetto all'era Trump sono i toni dell'aut aut rivolto a Bruxelles. 

Come riportato dall’agenzia di stampa Afp, un documento statunitense circolato tra i diplomatici Ue indicherebbe che l’eventuale proposta di una web tax europea metterebbe a rischio i negoziati internazionali volti a riformare la tassazione globale sulle società. Washington ha avanzato le sue argomentazioni come parte di un approccio diplomatico di basso profilo a una manciata di capitali europee, hanno riferito alcuni diplomatici.

La tassa dell’Ue, che la Commissione europea dovrebbe annunciare il 14 luglio, “minaccia il lavoro svolto attraverso il processo Ocse/G20”, afferma il documento proveniente dagli Stati Uniti. “Vi esortiamo a lavorare con il Consiglio e la Commissione europea" per ritardare l'annuncio di questa nuova tassa, hanno aggiunto i diplomatici statunitensi.

Fonti diplomatiche hanno riferito all’Afp che la richiesta degli Stati Uniti è stata consegnata ai ministeri di diversi Paesi dell’Ue, tra cui la Germania, i Paesi Bassi e alcuni Stati nordici, sebbene le autorità dei rispettivi Paesi si siano rifiutate di confermare ufficialmente di aver ricevuto la lettera.

I Paesi contattati da Washington, assieme all'Irlanda, sono gli stessi che in precedenza hanno bloccato altri tentativi di introduzione di una tassa digitale nell’Ue, che avrebbe visto aumentare la pressione fiscale sui giganti tecnologici statunitensi. Negli anni scorsi, le imposte digitali introdotte a livello nazionale da parte di Francia, Spagna e Italia hanno attirato una risposta feroce dall'allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha minacciato, addirittura tramite Twitter, l’introduzione di dazi commerciali sul vino e altri prodotti europei. Insomma, la moral suasion americana sulla web tax è cambiata profondamente, sia nei toni che nel contenuto. Ma la posizione della Casa Bianca in merito alla web tax non accenna a cambiare anche sotto la presidenza di Joe Biden.

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