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Parlamento Ue: migliorare la presenza di donne nei media

Gli squilibri di genere continuano ad esistere, soprattutto nei settori dei media e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il Parlamento europeo è preoccupato per l'immagine delle donne nei media e per il soffitto di cristallo che continuano a incontrare.

 

Nell'UE, le donne rappresentano il 70% dei laureati in giornalismo e comunicazione ma ricoprono solo il 30% dei ruoli direttivi nei settore dei mass media. Questo squilibrio non fa che aumentare il divario retributivo tra donne e uomini. Secondo il PE, le società del settore dei mass media dovrebbero occuparsi dell'avanzamento delle donne. Dovrebbero offrire alle donne corsi di formazione manageriale o accordi di lavoro flessibili.Dobbiamo fare in modo che le donne non siano discriminate, per quanto riguarda posti di lavoro, retribuzione o la corsa per i vertici dirigenziali.Anche i contenuti sono importanti. I media interpellano le donne soprattutto per chiedere pareri o testimonianze personali, ma quasi mai come esperti. Il Parlamento intende favorire le migliori pratiche, come la creazione di banche dati di esperti donne, campagne mediatiche e la promozione della diversità. È importante che le donne siano presenti e siano ascoltate, e che siano considerate come esperti, perché offrono un altro punto di vista. Nel giornalismo, le donne hanno meno probabilità di occuparsi di sport o affari, e maggiore importanza viene data al loro aspetto. Il Parlamento chiede alle società che operano nel settore dei mass media di aggiornare le loro politiche interne, tra cui codici di condotta e misure anti-molestie.

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