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Giovedì, 18 Agosto 2022
L'intervista / Ucraina

"Non solo esercito, la Difesa europea punti anche sull'interposizione civile"

Silvia Stilli, portavoce della rete delle Ong italiane, critica la risposta dei Paesi Ue alla guerra in Ucraina: “L'hanno usata come scusa per aumentare le loro spese militari”

Non solo puntare alla costituzione di un esercito unico, ma l'Unione europea “dovrebbe costruire una sua strategia di difesa che accanto a percorso militare abbia percorso civile”, che si crei anche corpi di interposizione pacifica, seguendo gli esempi positivi che arrivano da alcuni Paesi del nord Europa. Ne è convinta Silvia Stilli, portavoce dell'Aoi, la rete delle ong italiane, che critica anche la risposta data allo scoppio della guerra in Ucraina, usata, sostiene, anche come scusa per riarmare gli Stati membri. Con la coalizione Stop the war now sta organizzando una carovana della pace in Ucraina, allo scopo di portare aiuti umanitari ad Odessa, ma anche con l'intento di promuovere il dialogo.

Come valuta la risposta dell'Ue al conflitto?
Come organizzazioni pacifiste per noi la priorità non è l'invio di armi ma l'impegno in diplomazia e dialogo, e da parte dell'Europa questo impegno non è stato unitario. Vari leader europei, recentemente Draghi, Macron e Scholz, hanno messo in campo iniziative individuali, chi andando a Kiev da Volodymyr Zelensky, chi provando a parlare a Mosca con Vladimir Putin, e questo non è positivo per un'Europa autorevole. Bruxelles deve lottare di più affinché ci sia una voce unitaria internazionale, per fare sì che sia l'Onu a guidare dialogo per la pace.

Per lei l'invio di armi aiuta o frena le possibilità di una fine del conflitto?
La questione è complessa. Il problema è che l'invio delle armi all'Ucraina ha coinciso in diverse nazioni con la scelta di riarmo del proprio paese. Ma questi due aspetti non sono assolutamente collegati, l'invio di armi a un Paese che si difende non può collegarsi alla scelta di riarmarsi

La motivazione che viene addotta è che il rischio di una guerra in Europa, se anche non imminente, è comunque più forte adesso
E per contrastare questo rischio la via non è questa, è puntare sulla difesa europea, serve un esercito europeo e un ragionamento su strategia di difesa comune. Il riarmo dei singoli stati serve ad arricchire l'industria delle armi e europea. Serve poi una componente civile

Che tipo di componente civile?
Ci sono esempi positivi che arrivano da Paesi del nord Europa, come Germania e Svezia, dove sono stati formati corpi civili di pace che hanno avuto ruoli importanti in diverse crisi in America latina una presenza importante nel difendere la popolazione civile, ma questa umanitarietà è stata present, svolgendo un ruolo importante nella difesa delle popolazioni, è accaduto anche in Libano e Siria. Ma queste azioni di interposizione non possono essere lasciate allo spontaneismo. La Difesa europea dovrebbe coordinare questi sforzi, i militari devono convivere insieme ai civili e devono sostenere azioni di interposizione, addestrare Corpi civili di pace che possano operare in aree di guerra e di conflitto. Serve un cambiamento di paradigma sul tema della difesa.

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