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Lunedì, 27 Giugno 2022
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"La resistenza ucraina dimostra che uniti possiamo difendere la democrazia"

I racconti di due mediatrici interculturali all'evento promosso dal Crea

Il conflitto in Ucraina raccontato dall'Italia, attraverso le voci di donne nate e cresciute lì dove adesso c'è morte e distruzione. Le voci di Halyna Rabinska e Luba Mandzyak, due mediatrici culturali ucraine trapiantate in Italia, tra le protagoniste di "Ucraina e futuro dell'Europa: attivare processi di pace", l'incontro promosso dal Crea nell'ambito del progetto "Europe 4 Future", co-finanziato dal Parlamento europeo.

Halyna Rabinska, mediatrice interculturale originaria di Leopoli presso la onlus Ucraina Creattiva, ha sottolineato che “fino all’ultimo nessuno credeva possibile” l’aggressione russa al suo Paese. “Con la Russia abbiamo sempre avuto discussioni”, ha ammesso, parlando di “pressioni” politiche e culturali, ma nessuno avrebbe ipotizzato una guerra. C’è molta preoccupazione, ha detto, e lei chiama quotidianamente “i miei amici e parenti (che) hanno deciso di rimanere e fare tutto il possibile”. “Io pure vorrei andare”, ha aggiunto, “ma per il momento dò una mano da qui come posso”. E qui, in Italia, è fondamentale l’accoglienza: “La società civile italiana si sta adoperando molto”, ha detto, aggiungendo che “è bello vedere che le persone si uniscono per fare qualcosa tutti insieme, nella stessa direzione”. Anche in Ucraina: “Ci siamo uniti molto, e dopo che avremo vinto non ci saranno più differenze: tutti saremo patrioti, non ci saranno più nazionalisti”.

Luba Mandzyak è un’altra mediatrice ucraina attualmente in Italia. "La sera hai paura di spegnere la tv o il telefono perché puoi perderti le notizie, la mattina ti svegli presto per sapere cos’è successo”, racconta. “Aiutiamo i bambini in tutti i modi” è il suo appello, “perché sono spaesati e terrorizzati, senza genitori”. Luba esalta lo spirito che anima la resistenza ucraina all’aggressione: “Nessuno se ne vuole andare, là ci sono i nostri avi, è la nostra terra, il nostro popolo, le nostre famiglie”. Anche lei vorrebbe tornare e ringrazia commossa chi sta dando una mano in questa crisi umanitaria. E conclude con una nota sull’unità del popolo ucraino, una lezione per tutti: “L’Ucraina ha mostrato che uniti si può fare. Ognuno è diverso ma insieme si può stare, si può vivere”, ha detto, rimarcando l’importanza fondamentale di “rispetto” e “ascolto”.

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