Venerdì, 22 Ottobre 2021
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"I giovani di Fridays for Future sono il futuro della democrazia, la politica li ascolti"

L’intervento di Brando Benifei nel dibattito sull’educazione alla cittadinanza globale promosso dal Crea Onlus

C’è bisogno che l’attivismo e la politica diventino realmente globali: perché ciò accada, occorre puntare sulla mobilitazione globale dei giovani, cui i politici devono prestare ascolto. Lo ha detto l’eurodeputato del Pd, Brando Benifei, intervenendo al webinar "Cittadinanza globale e sviluppo sostenibile come driver per dare forma al futuro" promosso da Crea Onlus con il sostegno del Parlamento europeo. A moderare l'incontro Paola Berbeglia e Ilaria Signoriello del Crea Onlus.

La mobilitazione dei giovani

Nel suo intervento, Benifei parte citando i ragazzi di Fridays For Future (l'organizzazione che coordina gli scioperi studenteschi ispirati da Greta Thunberg) Brando Benifei, che scendono in piazza per chiedere l'abolizione di “un modello economico insostenibile” e che  “va combattuto tramite la mobilitazione di massa”. “I Fridays For Future sono un esempio della presa di coscienza dei giovani contro l’emergenza climatica e il sistema economico che l’ha causata”, insiste. L'eurodeputato loda le capacità organizzative dell’associazione ambientalista e la tenacia con cui questa rappresenta presso le istituzioni un’intera generazione, perché oggi “la depoliticizzazione del discorso pubblico è un problema, se i cittadini sembrano interessarsi solamente dei volti dei leader politici e non dei programmi reali, come se fossimo in un grande reality show”. Ben vengano dunque questi ragazzi, rimarca Benifei, che vogliono parlare di temi importanti.

I cittadini al centro

Dalla prospettiva che gli compete, cioè quella dell’Ue, Benifei auspica “un’Unione più democratica che possa costruire un modello economico alternativo a quello del capitalismo incontrollato”. “Serve una grande coalizione tra le forze politiche e la società civile”, continua, per fare in modo che questi due settori si confrontino con risultati positivi per tutti. Ma non basta solo dialogare, occorre anche “un’infrastruttura istituzionale che permetta di prendere le decisioni al livello dove queste sono più efficaci”, per fare in modo di non disperdere il potenziale dell’incontro tra cittadini e politica. “Occorre che la società civile sia al centro dell’Ue”, ribadisce il deputato Pd, che indica la Conferenza sul futuro dell’Europa come una “grande opportunità” in tal senso. “Sia il Parlamento europeo che i parlamenti nazionali sono piuttosto coinvolti in questo esperimento e più in generale nel dibattito su questi temi”, mentre “i governi sono più reticenti perché pensano che dare più potere ai cittadini significhi toglierlo agli esecutivi”.

L’importanza dell’educazione

Sulla scia degli altri contributi al confronto, Benifei individua nell’educazione alla cittadinanza globale una delle migliori risposte ai problemi del nostro tempo: “Serve educazione alla cittadinanza, serve insegnare ai ragazzi la responsabilità sociale, cosa significa essere un cittadino globale”. Allenare al dibattito e alla partecipazione sono i primi passi per costruire questa consapevolezza globale dei problemi che non si fermano ai confini nazionali. Serve dunque un quadro normativo globale e “una vera governance democratica” per prendere iniziative concrete sui temi internazionali: la crisi climatica è un esempio eclatante, ma lo è anche, suggerisce l’eurodeputato, la disarmonia delle regole fiscali internazionali recentemente venuta alla ribalta con le rivelazioni dei Pandora papers.

Sulla stessa linea anche Matteo Vespa, rappresentante dell’Unione degli studenti europei, e Massimiliano Tarozzi, ricercatore dell’Università di Bologna. Se il primo ha rimarcato l’importanza di “un’educazione universale per gli studenti” come prerequisito imprescindibile per un attivismo che sia realmente globale, il secondo ha sottolineato il ruolo centrale del mondo accademico nel “concettualizzare” l’idea di cittadinanza globale, per fornirne una definizione operativa “che possa guidarci verso un impatto trasformativo” sulla realtà.

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