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Lunedì, 28 Novembre 2022
Europe4Future

Donne, lavoro, infortuni: quale futuro dopo la pandemia

Analisi degli ultimi dati Inail, guardando al futuro dell’Europa

Il dossier elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail non lascia scampo: la pandemia ha avuto un effetto devastante sulla vita delle donne italiane, anche sulla vita lavorativa. Un fenomeno drammatico che è stato al centro del workshop “Pandemia, vecchi e nuovi rischi per le donne: riflettiamo partendo dai dati Inail e guardando al futuro dell'europa”, organizzato nell'ambito del progetto #Europe4Future. 

Il dossier dell'Inali analizza l’andamento infortunistico e tecnopatico al femminile attraverso i dati mensili provvisori dell’ultimo biennio e quelli consolidati del quinquennio 2016-2020. Nel testo anche un approfondimento sulle infezioni da nuovo Coronavirus di origine professionale, che in quasi sette casi su 10 hanno colpito le lavoratrici.

Significative differenze di genere emergono dall'analisi delle malattie professionali. Se nel 2020 a colpire i lavoratori nel complesso sono state soprattutto le patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso, pari all’80% del totale delle denunce, queste malattie rappresentano il 76% delle denunce dei lavoratori ma ben il 91% di quelle delle lavoratrici (circa 11mila delle 12mila denunce femminili complessive). Fra le patologie del sistema osteomuscolare, in particolare, le malattie più frequenti sono le dorsopatie e i disturbi dei tessuti molli (circa il 92%) e, fra quelle del sistema nervoso, la quasi totalità è rappresentata dalla sindrome del tunnel carpale. 

Indispensabile quindi prevedere la medicina di genere in ogni programmazione socio assistenziale sanitaria; inserire le donne nei processi di valutazione dei rischi; inserire le quote 50/50 e almeno 40/60 nella nomina dei dirigenti Asl.

Dal dossier viene fuori uno spaccato drammatico del lavoro delle donne: lavorano di più, si ammalano di più, sono pagate meno, non fanno carriera.
Una strada lunga e in salita che, si sa già, non condurrà al traguardo fissato dalla Commissione europea, del raggiungimento della parità di genere entro il 2025.

Ne hanno parlato:

Daniela Carlà, dirigente generale Ministero del lavoro
Silvia D’Amario, responsabile della Consulenza Statistica Attuariale, INAIL
Elvira Goglia, Responsabile dell'Ufficio Formazione della Direzione Centrale Risorse Umane di INAIL e Coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico di AIF
Rita Carsetti, Responsabile Unità di ricerca di fisiopatologia dei linfociti B Unità semplice dipartimentale di diagnostica immunologica, Ospedale Bambin Gesù, Roma
Marcella Corsi, professoressa ordinaria di Economia politica presso il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma
Sandra Zampa, Responsabile degli aspetti comunicativi relativi alle relazioni internazionali ed alle attività istituzionali nazionali del Ministero della Salute

Sono intervenute dal pubblico: 
Vittoria Tola, Udi
Tiziana Tafaro, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari
Stefania Scarponi, professoressa ordinaria di Diritto del Lavoro Diritto del lavoro dell’Unione Europea nonche? Diritto e genere alla Facolta? di Giurisprudenza dell’Universita? di Trento. 
Gia? consulente del Ministero del Lavoro come esperta di Pari Opportunita? e divieti di discriminazione, ha fatto parte del direttivo del Centro studi interdisciplinari di genere dell’Universita? di Trento ed e? socia fondatrice di Giudit – Giuriste d’Italia
Patricya Maiorga, presidente Associazione mondiale donne scrittrici e giornaliste

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