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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Boom di abusi sessuali sui minori online, Bruxelles propone una stretta sulle piattaforme

La proposta è stata presentata dalla Commissione e dovrà ora passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio

Continuano gli sforzi dell’Ue per rendere internet un posto più sicuro. La Commissione europea ha presentato una proposta per costringere le aziende digitali a trovare, segnalare e rimuovere il materiale pedopornografico che circola sulle loro piattaforme online. La regolamentazione, che dovrà passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio, mira a salvare i bambini da ulteriori abusi, a prevenire la ricomparsa di materiale e a identificare e perseguire i colpevoli.

L'attuale sistema basato sull'individuazione e la segnalazione volontaria da parte delle aziende si è dimostrato insufficiente a proteggere adeguatamente i bambini. Fino al 95 per cento di tutte le segnalazioni di abusi sessuali su minori ricevute nel 2020 provenivano da una sola azienda, nonostante sia chiaramente dimostrato che il problema esiste su gran parte delle piattaforme. È necessario un quadro giuridico chiaro e vincolante, con chiare garanzie, per dare ai fornitori certezza giuridica e assicurare il pieno rispetto dei diritti fondamentali, sostiene la Commissione.

Il problema della pedopornografia è allarmante, nel 2021 sono stati segnalati 85 milioni di immagini e video che ritraggono abusi sessuali su minori, e molti altri che non vengono denunciati. Secondo uno studio condotto dalla fondazione Internet Watch, la pandemia Covid-19 ha esacerbato il problema. L’analisi ha rilevato un aumento del 64 per cento delle segnalazioni di abusi sessuali su minori confermati nel 2021 rispetto all'anno precedente.

La proposta prevede anche l’apertura di un nuovo centro indipendente dell'Ue sugli abusi sessuali sui minori che aiuterà le piattaforme a gestire e verificare le segnalazioni. Il centro, oltre ad aiutare le piattaforme a gestire il flusso di dati si occuperà di condividere le informazioni raccolte con l’Europol.

Ogni caso dovrà poi essere valutato dalle autorità nazionali competenti. Gli Stati membri dovranno stabilire regole per sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. Nell'imporre le sanzioni, le autorità nazionali sono invitate a tenere conto della gravità, della ricorrenza e della durata della violazione, ma anche del fatto che la violazione sia stata intenzionale o negligente, che si tratti della prima violazione da parte del fornitore in questione, nonché delle dimensioni e della forza finanziaria del fornitore e della sua disponibilità a cooperare con le autorità.

Le sanzioni non dovrebbero superare il 6 per cento del reddito annuale o del fatturato globale dell'ultimo anno di attività del provider. Un primo passo in materia di protezione dei minori online è stato fatto con l’approvazione della direttiva sui servizi digitali, che prevede, tra le altre cose l’adozione, da parte delle piattaforme, di misure specifiche per proteggerli, vietando completamente la pubblicità mirata.

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