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Sabato, 18 Maggio 2024
Il nuovo conflitto / Israele

L'Ue prova a frenare l'escalation in Medio Oriente: "Siamo sull'orlo del precipizio"

Convocata una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri. L'Alto rappresentante Borrell: "Dobbiamo frenare e invertire la marcia"

Dopo l'attacco dell'Iran a Israele, il Medio Oriente si trova "sull'orlo del precipizio". È l'avvertimento dal capo della politica estera dell'Unione europea che ha chiesto una de-escalation nel conflitto tra Tel Aviv e Teheran. L'Iran ha lanciato centinaia di droni e missili contro Israele sabato sera in risposta a un presunto attacco israeliano al consolato di Teheran a Damasco che ha ucciso sette ufficiali delle Guardie rivoluzionarie iraniane, tra cui due alti comandanti. Israele non ha confermato né smentito la responsabilità del bombardamento, ma con ogni probabilità il raid è stato ordinato dal governo di Benjamin Netanyahu. "Siamo sull'orlo del precipizio e dobbiamo allontanarci", ha detto Josep Borrell alla stazione radio spagnola Onda Cero, e ora "dobbiamo frenare e invertire la marcia".

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Consiglio Ue straordinaro

Per discutere sulle prossime mosse l'Alto rappresentante ha convocato per domani (martedì 16 aprile) una riunione straordinaria del Consiglio Ue Affari esteri, che si terrà in video conferenza, e il tema sarà anche sul tavolo dei capi di Stato e di governo Ue nel vertice previsto per il 17-18 aprile. L'incontro dei ministri "è destinato a valutare i prossimi passi dell'Unione europea e dei suoi Stati membri per reagire a quest'ultima escalation da parte dell'Iran", ha spiegato il portavoce di Borrell, Peter Stano, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

Stano ha anche ricordato che in Ue sono stati applicati "diversi regimi di sanzioni contro l'Iran", e ha negato che esista un "doppio standard" rispetto alla condanna Ue sull'attacco di Teheran. "L'Unione europea è stata molto forte e chiara" con una condanna all'attacco contro la sede diplomatiche dell'Iran a Damasco, ha rivendicato. Borrell ha detto di aspettarsi una risposta da parte di Israele all'attacco aereo senza precedenti dell'Iran, ma di sperare che non si inneschi un'ulteriore escalation.

Rischio ritorsione

Per il capo della diplomazia comunitaria c'è una "profonda divisione" all'interno della coalizione di governo di destra di Israele tra gli integralisti che cercano una feroce rappresaglia e una fazione "più moderata e ragionevole". Questa fazione è pure favorevole alla rappresaglia, ha detto Borrell, "ma in un modo che eviti una risposta alla risposta". Borrell, che ha parlato con il ministro degli Esteri iraniano, HosseinAmirabdollahian, nella tarda serata di domenica, ha affermato che l'Ue deve intrattenere le migliori relazioni possibili con l'Iran nonostante le sanzioni imposte alla Repubblica islamica per il suo contestato programma di energia nucleare e altre questioni. "È nell'interesse di tutti che l'Iran non diventi una potenza nucleare e che il Medio Oriente sia pacificato", ha dichiarato.

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"Il Medio Oriente è sull'orlo del precipizio. I popoli della regione corrono il rischio reale di un conflitto devastante e totale. Ora è il momento di una de-escalation", ha dichiarato ieri anche il capo delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza. Guterres ha condannato sia l'attacco iraniano che quello contro il consolato iraniano a Damasco. Durante la riunione, l'ambasciatore israeliano all'Onu, Gilad Erdan, ha invitato il Consiglio di sicurezza a "imporre tutte le sanzioni possibili contro l'Iran". L'ambasciatore iraniano, Amir Saeid Iravani, ha invece sostenuto che il suo Paese "non ha avuto altra scelta che esercitare il diritto all'autodifesa".

Il fronte anti Israele

"I Paesi occidentali dovrebbero apprezzare la moderazione dell'Iran negli ultimi mesi", "invece di lanciare accuse", ha dichiarato lunedì il portavoce diplomatico iraniano Nasser Kanani, in seguito alle condanne dell'attacco a Israele. La Repubblica islamica dell'Iran chiede la distruzione di Israele. Ma fino a sabato scorso si era astenuta dall'attaccare direttamente il Paese. I suoi alleati, gli Hezbollah libanesi e i ribelli Houthi yemeniti, hanno compiuto numerosi attacchi contro Israele dopo l'inizio della guerra a Gaza, nella quale sono stati uccisi oltre 33mila palestinesi. Lunedì, Hezbollah ha affermato di aver fatto esplodere degli ordigni mentre i soldati israeliani attraversavano il confine con il Libano. L'esercito ha riferito che quattro soldati sono stati feriti, ma non ha confermato che abbiano attraversato il confine.

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