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Sabato, 18 Maggio 2024
Lo scontro / Georgia

L'Ue avverte la Georgia: ritiri la 'legge russa' o salta l'adesione (e i fondi europei)

Bruxelles critica il provvedimento sugli "agenti stranieri" che ha scatenato le proteste di piazza ed è accusato di servire a reprimere il dissenso: "Non è in linea con le norme e i valori fondamentali dell'Unione"

Aumentano le pressioni internazionali affinché la Georgia ritiri la sua controversa legge sugli "agenti stranieri", ritenuta simile a quelle usate nella Russia di Vladimir Putin per reprimere il dissenso. L'Unione europea ha avvertito che il provvedimento, che ha scatenato enormi proteste di piazza, è un ostacolo per le ambizioni del Paese di entrare nel blocco, dopo che a dicembre la nazione ha ottenuto lo status di candidato. E in gioco non c'è solo il processo di adesione, ma anche gli ingenti fondi che Bruxelles assicura a Tbilisi.

"L'adozione di questa legge ha un impatto negativo sul cammino della Georgia verso l'Ue", ha avvertito il capo della politica estera, Josep Borrell in una nota firmata anche a nome della Commissione. "La scelta della strada da seguire è nelle mani della Georgia. Esortiamo le autorità georgiane a ritirare la legge", ha aggiunto l'Alto rappresentante. Inizialmente la nota doveva essere pubblicata a nome di tutti i 27 Stati membri, e sottoscritta anche dal commissario all'Allargamento, Oliver Varhelyi. Ma l'Ungheria si è opposta e così alla fine anche l'ungherese Varhelyi ha ritirato la sua firma.

Le 'legge russa'

Il Parlamento georgiano ha approvato ieri (14 maggio) la terza e ultima lettura del disegno di legge, che impone alle organizzazioni che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall'estero di registrarsi come agenti di influenza straniera, imponendo onerosi requisiti di divulgazione e multe punitive in caso di violazione. Secondo l'opposizione, il partito al governo Sogno Georgiano vuole reprimere le organizzazioni della società civile e l'opposizione, mentre l'esecutivo afferma che il provvedimento è necessario per migliorare la trasparenza dei finanziamenti alle Ong e proteggere il Paese da interferenze esterne. La presidente Salome Zourabichvili, filo europea, ha già dichiarato che porrà il veto al testo. Ma Sogno Georgiano, il partito del premier Irakli Kobakhidze e il cui presidente onorario è il miliardario filorusso Bidzina Ivanishvili, ha voti sufficienti per scavalcarlo in una ulteriore votazione.

Le critiche

"L'Ue ha chiaramente e ripetutamente affermato che lo spirito e il contenuto della legge non sono in linea con le norme e i valori fondamentali dell'Unione", ha dichiarato Borrell, sostenendo che "la legge comprometterà il lavoro della società civile e dei media indipendenti, mentre la libertà di associazione e la libertà di espressione sono diritti fondamentali al centro degli impegni assunti dalla Georgia nell'ambito dell'Accordo di associazione e di qualsiasi percorso di adesione all'Ue".

Fondi Ue a rischio

L'Ue è il principale fornitore di assistenza finanziaria alla Georgia, una assistenza che è ora a rischio. Bruxelles fornisce aiuti attraverso lo Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione (Ndici), che dovrebbe servire a sostenere lo sforzo di riforme nel Paese nel suo percorso verso l'adesione. Per il periodo 2021-2024 sono stati previsti finanziamenti per 340 milioni di euro. E non solo. C'è anche il Piano Economico e di Investimento (Pei) per il Partenariato Orientale, lanciato nel 2021, che ha l'obiettivo di mobilitare fino a 17 miliardi di euro in collaborazione con le istituzioni finanziarie internazionali fino al 2027. Nell'ambito di questo piano l'Ue ha già mobilitato 1,9 miliardi di euro per investimenti in Georgia, di cui 205 milioni di euro in sovvenzioni.

Onu e Nato pure critici

Oltre all'Europa anche i rappresentanti di Onu e Nato hanno criticato il provvedimento. Il capo dei diritti umani dell'Onu, Volker Turk, ha fatto sapere di provare "profondo rammarico" per l'adozione della legge". "Le autorità e i parlamentari hanno scelto di ignorare i numerosi avvertimenti dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni della società civile", ha affermato Turk in una nota, sostenendo che "gli impatti sui diritti alla libertà di espressione e di associazione in Georgia purtroppo ora rischiano di essere significativi". "La decisione del governo georgiano di approvare una legge sui cosiddetti 'agenti stranieri' è un passo nella direzione sbagliata e allontana la Georgia dall'integrazione europea ed euro-atlantica", ha scritto su X la portavoce della Nato, Farah Dakhlallah, esortando Tbilisi a "cambiare rotta" e a "rispettare il diritto alla protesta pacifica".

"Pronti a discutere"

Il primo ministro georgiano, Irakli Kobakhidze, ha detto che il governo è pronto a "discutere" del provvedimento. "Siamo pronti a una discussione nel caso di ogni commento sulla legge", ha assicurato Kobakhidze dopo un incontro avuto a Tbilisi con l'Assistente segretario di Stato statunitense James O'Brien. La presidente georgiana Zourabishvili, che ha annunciato il vero, ha ora due settimane per rimandare il provvedimento al Parlamento, ma con l'obbligo di proporre un testo alternativo che potrà essere accettato o rigettato in toto dall'assemblea. Un compromesso su una eventuale modifica potrebbe quindi essere raggiunto solo nel caso in cui il governo giudichi accettabili le proposte della presidente.

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