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Venerdì, 21 Giugno 2024
La debacle / Spagna

Cosa c'è dietro la 'caduta libera' della sinistra radicale: si divide e perde consensi

In Spagna Podemos e Sumar hanno corso separati alle europee e quasi dimezzato i voti rispetto a quando alle nazionali si erano presentati insieme. La leader dei secondi, Yolanda Diaz, lascia la dirigenza

Quello di dividersi e litigare è da sempre uno degli sport preferiti della sinistra, soprattutto quella radicale. Una tendenza che raramente entusiasma gli elettori e che viene puntualmente punita alle urne. Non fa eccezione la Spagna, dove la decisione di Sumar e Podemos di correre separati ha portato a un calo dei consensi. La lista dei primi, guidata da Estrella Galán, ha ottenuto tre eurodeputati e il 4,65% dei voti. I candidati di Podemos, guidati da Irene Montero, si sono fermati al 3,27%, conquistando due seggi in Europa. La lista unitaria con tutti dentro alle nazionali del luglio 2023 aveva ottenuto il 12,33%, quasi il doppio.

Yolanda Diaz, numero tre del governo spagnolo e ministra del Lavoro, ha deciso di lasciare la guida Sumar, annunciando le dimissioni in seguito alla debacle elettorale. "Ho deciso di rinunciare al mio incarico di coordinatrice di Sumar", ha dichiarato la Diaz, che rimarrà al suo posto però nell'esecutivo. "Il popolo ha parlato e io ne traggo le conseguenze", ha detto, sostenendo che il risultato "è una mia responsabilità". "Deve esserci un dibattito. Con questa decisione apro il cambiamento", all'interno del raggruppamento che dall'anno scorso riunisce quasi tutti i partiti di sinistra (i principali sono Movimiento Sumar, Izquierda Unida, Verdes Equo e Más País).

E a pagare le spese del pessimo risultato elettorale è stata la Izquierda Unida, che ha perso la rappresentanza che storicamente aveva sempre avuto in Europa. Il partito, ora coordinato da Antonio Maíllo, ha convocato la direzione per valutare quanto accaduto. "I risultati di Sumar sono pessimi. Senza sfumature. Le aspettative non sono state soddisfatte e la divisione dello spazio ci sta portando al fallimento o alla lotta tra minoranze. È urgente creare le condizioni per invertire la rotta. Dobbiamo metterci tutta la nostra forza di volontà", ha dichiarato.

Podemos aveva accettato senza entusiasmo di unirsi a Sumar prima delle elezioni generali dello scorso luglio, e le due formazioni erano tornate a dividersi pochi mesi dopo. E la cosa non sembra aver portato vantaggi a nessuna delle due formazioni. "Le ultime elezioni sono state uno specchio. I cittadini non sbagliano quando votano e non sbagliano se scelgono di non votare. La responsabilità è sempre nostra. E in questo caso, è senza dubbio una mia responsabilità", ha sottolineato Díaz con un'espressione seria mentre leggeva un discorso in cui sottolineava l'avanzata dell'estrema destra in tutta l'Ue. "Dobbiamo essere presenti per risolvere i problemi delle persone. Non i problemi dei partiti o dei politici", ha affermato. "È necessario farsi da parte per fare un passo avanti nella politica che conta per la gente, la politica che serve ai lavoratori di questo Paese che fanno sforzi enormi ogni giorno e che meritano che noi siamo al loro livello", ha aggiunto.

Le elezioni di domenica in Spagna sono state vinte dai conservatori del Partito Popolare (22 seggi), che le considerano un segno di cambiamento del ciclo politico in un Paese che dal 2018 è governato dalla sinistra. Il Partito socialista operaio del premier Pedro Sánchez ha però retto e ottenuto 20 seggi, e a Strasburgo sarà la seconda forza tra i socialisti dietro solo al Partito Democratico italiano. Alle elezioni nazionali di luglio il PP si era piazzato al primo posto, ma non era riuscito a prendere il potere a causa della mancanza di una maggioranza in Parlamento. Sánchez è arrivato secondo ed è riuscito a mantenere il potere con il sostegno dell'estrema sinistra e dei partiti indipendentisti, grazie anche a una controversa amnistia ai catalani.

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