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Venerdì, 21 Giugno 2024
L'iniziativa / Israele

La Spagna riconosce la Palestina: cosa cambia per Gaza

Insieme a Madrid, anche Irlanda e Norvegia. L'intento del premier Sanchez è superare l'impasse dell'Ue e portare Israele al tavolo di pace

Come previsto, la Spagna ha formalmente riconosciuto lo Stato della Palestina. In una dichiarazione istituzionale in spagnolo e in inglese, a sottolineare il carattere internazionale di questa decisione, il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale in spagnolo e in inglese ha annunciato che Madrid si unisce "a oltre 140 Paesi nel mondo che già riconoscono la Palestina. Si tratta di una decisione storica con l'unico obiettivo: contribuire che israeliani e palestinesi raggiungano la pace". 

Il riconoscimento della Palestina

La mossa di Madrid arriva in contemporanea con quelle dell'Irlanda e della Norvegia. Sanchez ha spiegato che il riconoscimento avviene in linea con quanto previsto dagli accordi di Oslo del 1993, quando Palestina e Israele sembravano aver raggiunto un'intesa per una coesistenza pacifica. In base a tali accordi, lo Stato palestinese sarebbe composto da Cisgiordania e Gaza "collegate da un corridoio, con Gerusalemme est come capitale e l'Autorità Palestinese come autorità nazionale", ha ricordato Sanchez. Il premier spagnolo ha aggiunto che Madrid "non riconoscerà cambi sulle linee di frontiera del 1967 (come previsto per l'appunto a Oslo, ndr) che non siano concordati fra le parti", un riferimento agli insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania. "Non è una dichiarazione contro nessuno, tanto meno contro Israele, un popolo amico col quale vogliamo avere i migliori rapporti possibili", ha spiegato ancora il premier nella dichiarazione istituzionale, aggiungendo che "la Spagna continuerà ad appoggiare la Palestina".

Le reazioni

L'intento di Sanchez è quello di spingere Israele a fermare la guerra in corso nella Striscia di Gaza e a portare l'Autorità palestinese e il governo di Tel Aviv a intavolare trattative per una pace duratura. La mossa del leader spagnolo è pero rivolta soprattutto all'Unione europea, affinché intensifichi le sue pressioni sul premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Lunedì, in seguito alla strage di civili in una tendopoli nel nord di Gaza causata da un raid delle forze armate di Tel Aviv, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, ha annunciato di voler rivedere gli accordi di libero scambio con Israele, una forma di sanzione per fermare i propositi di Netanyahu di portare avanti un'offensiva a Rafah. 

Il governo israeliano ha reagito all'iniziativa di Madrid con parole di condanna, e non solo. Il ministro degli Esteri Israel Katz ha scritto su X che Sanchez è "complice nell'istigazione al genocidio ebraico e ai crimini di guerra". Lo stesso Katz aveva postato nei giorni scorsi un video in cui si vedono immagini di miliziani di Hamas durante l’attacco in Israele del 7 ottobre con in sottofondo un flamenco, la tipica musica spagnola, e la scritta "Hamas: grazie Spagna".

Cosa cambia per Gaza

Difficilmente il riconoscimento della Palestina da parte della Spagna contribuirà nel breve termine alla risoluzione del conflitto. Non c'era riuscita la Svezia nel 2014, il primo Paese a riconoscere lo Stato palestinese dopo aver aderito all'Ue. Secondo i critici, la decisione di Spagna, Irlanda e Norvegia potrebbe irrigidire ancora di più la posizione di Israele. Per altri, potrebbe invece sbloccare l'impasse politica all'interno dell'Ue, dove alcuni Stati sono restii a condannare le azioni del governo di Tel Aviv nella Striscia. 

Gli Stati Uniti e l'Europa oggi si trovano isolati a livello internazionale. Lo si è visto all'Onu, quando il 27 ottobre scorso, dopo poche settimane dell'inizio del conflitto, una stragrande maggioranza di 120 Paesi si è espresso a favore di una tregua immediata e del rispetto del diritto internazionale umanitario, mentre la maggior parte degli Stati occidentali si è opposta o si è astenuta. 

Chi riconosce la Palestina

Con Spagna, Irlanda e Norvegia salgono a 146 i Paesi nel mondo che hanno riconosciuto la Palestina. Questo mese, 143 dei 193 membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno votato a favore dell'adesione della Palestina all'Onu, cosa che solo gli Stati possono fare. La maggior parte del Medio Oriente, dell'Africa e dell'Asia riconosce la statualità palestinese.

Il riconoscimento della Palestina nel mondo - fonte Al Jazeera

Tuttavia, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Corea del Sud e molti Stati dell'Europa occidentale, tra cui l'Italia, non lo fanno. Il governo di Giorgia Meloni si è detto a favore del riconoscimento dello Stato della Palestina, ma all'interno del percorso più ampio del processo di pace in Medio oriente, e non come azione unilaterale. Tel Aviv ha riconosciuto finora solo l'Autorità nazionale palestinese con gli accordi di Oslo del 1993, mentre l'Olp (l'Organizzazione di liberazione della Palestina, all'epoca guidata da Yasser Arafat) ha riconosciuto il diritto a esistere dello Stato di Israele, rinunciando alla lotta armata.

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