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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Accoglienza / Spagna

La Spagna regolarizzerà mezzo milione di migranti

L'iniziativa di legge popolare è arrivata in Parlamento e ha ricevuto il via libera dei deputati. Ora il governo Sánchez ha tempo fino a ottobre per implementare la misura

La Spagna ha deciso di avviare l'iter legislativo per regolarizzare un numero importante di migranti, circa mezzo milione, a seguito di un'iniziativa popolare sostenuta da un'ampia fetta della società civile e che è giunta fino al Congresso di Madrid. 

L'iniziativa popolare

La Camera bassa spagnola ha approvato ieri (martedì 9 aprile) l'iniziativa legislativa popolare che chiedeva di regolarizzare gli stranieri residenti illegalmente nel Paese iberico alla data del 1º novembre 2021, che secondo i fautori della legge sarebbero circa 500mila (anche se altre stime più conservative parlano di meno di 300mila persone). L'iniziativa, coordinata dalla piattaforma #RegularizaciónYa (una rete di circa 900 associazioni che lavorano in ambito sociale, incluse anche molti enti religiosi), è stata lanciata tre anni fa e ha raccolto oltre 611mila firme. Era sbarcata al Congresso già nel marzo 2023, ma era stata affossata dalle forze di opposizione che all'epoca avevano votato insieme. 

Ora, il voto di ieri impegna il governo a elaborare nei prossimi sei mesi una strategia per regolarizzare la situazione amministrativa degli stranieri interessati dal provvedimento. I promotori della campagna sostengono che in questo modo si porrà fine alla violazione dei diritti fondamentali di questi migranti, consentendo loro di condurre una vita dignitosa (accedendo tra l'altro ad alloggi e servizi essenziali) e di contribuire socialmente, economicamente e fiscalmente allo Stato spagnolo. Una mossa simile era già stata compiuta da un altro governo socialista nel 2005, ed aveva riguardato una platea ancora maggiore, regolarizzando qualcosa come 800mila migranti presenti illegalmente nel Paese. 

Maggioranza compatta

Come riportato dall'agenzia di stampa Efe, stavolta la misura ha riscosso un ampio sostegno tra i deputati, i quali hanno votato tutti in favore del provvedimento ad eccezione della pattuglia di Vox, il partito neo-franchista ed ultranazionalista alleato di Fratelli d'Italia in Europa. Oltre al Partito socialista del premier Pedro Sánchez (Psoe) e ai suoi alleati di governo (i socialisti catalani e Sumar, una coalizione che riunisce diversi partiti di sinistra), la luce verde è arrivata anche dai puntelli esterni dell'esecutivo, cioè gli autonomisti e gli indipendentisti tra cui la Sinistra repubblicana catalana (Erc) e il partito di Carles Puigdemont (Junts per Catalunya). 

Il Psoe di Sánchez (che all'Eurocamera siede nello stesso gruppo del Pd) aveva annunciato prima del voto che proporrà delle modifiche al testo originale dell'iniziativa popolare, senza fornire ulteriori indicazioni circa la direzione in cui andranno gli emendamenti ma lasciando intendere che il partito non vuole né aprire le porte a tutti i migranti in maniera indiscriminata né sigillare le frontiere. Dal canto suo, Sumar ha fatto sapere che vigilerà affinché la legge non venga denaturata durante il percorso parlamentare.

Anche il centro-destra dà l'ok

In una mossa relativamente inaspettata, anche il Partido popular di centro-destra (che a Strasburgo condivide i banchi con gli europarlamentari di Forza Italia) ha appoggiato la mozione. Parlando alla stampa prima della votazione, il portavoce del Pp aveva ringraziato le associazioni diocesane che hanno promosso l'iniziativa popolare (e che avevano chiesto a tutto l'arco parlamentare di supportare il provvedimento), sottolineando che il partito non è insensibile al tema dei diritti degli irregolari in Spagna. Ma aveva anche voluto mettere in guardia dal possibile "effetto di richiamo" che la regolarizzazione potrebbe produrre: il famigerato pull factor, di cui tanto si è parlato anche dalle nostre parti in relazione alle ong che attirerebbero i migranti attraverso le loro operazioni di salvataggio in mare aperto, favorendo indirettamente le partenze dai Paesi nordafricani. 

Si tratta di un posizionamento decisamente più moderato di quello del centro-destra europeo e soprattutto nostrano, che ha storicamente strumentalizzato il fenomeno migratorio per proporre ricette securitarie al proprio elettorato, dalla retorica dei "porti chiusi" ai fermi amministrativi ai danni delle navi delle ong, passando per un "prima gli italiani" che suona come un "fuori tutti gli altri". Sia come sia, l'Italia non eguaglia certo i numeri spagnoli in termini di regolarizzazioni: il decreto flussi 2024, che dal 18 marzo ha aperto la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno, prevede una disponibilità di 151mila "quote" di extra-comunitari. A fine marzo, le domande per quelle quote erano già oltre 690mila.

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