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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La pagella

Alla Bce rimpiangono Draghi: i dipendenti bocciano Lagarde

Un sondaggio dipinge un quadro a tinte fosche per la numero uno di Francoforte, con il personale che non approva né l'approccio gestionale né le scelte di politica economica

Bocciatura senza appello per Christine Lagarde dallo staff della Bce, la Banca centrale europea che dirige dal novembre 2019. E se il supporto per l'ex-governatrice del Fondo monetario internazionale è già debole di suo, impallidisce ancora di più al confronto con il precedente occupante della poltrona più alta di Francoforte: Mario Draghi.

Il quotidiano Politico ha diffuso i risultati di un sondaggio sindacale a cui hanno preso parte 1.159 dipendenti della Bce (su un totale di circa 4.500), e i risultati sono tutt'altro che lusinghieri per madame Lagarde. Poco più della metà degli intervistati (50,6%) ha giudicato la sua performance come "scarsa" o "molto scarsa" ancora prima della metà del suo mandato, che dura otto anni. 

Il confronto con le valutazioni ottenute a fine mandato dai suoi predecessori è impietoso. Draghi risulta senza dubbio il governatore più apprezzato, complice anche la sua capacità di tenere insieme l'Eurozona nelle sue ore più buie, quando con il suo fatidico "whatever it takes" impedì ai mercati finanziari di fare a pezzi la moneta unica. Meno di un intervistato su dieci lo ha giudicato "scarso" o "molto scarso", mentre oltre tre quarti delle valutazioni dipingono positivamente il suo operato (21% "buono", 25,7% "molto buono" e 28,8% "eccezionale"). Quanto a Jean-Claude Trichet, il primo presidente della Bce, i giudizi "scarso" e "molto scarso" non superano il 14,5%. 

A giudicare da diverse riflessioni raccolte in forma anonima nel sondaggio, quello che ha maggiormente infastidito il personale della Bce è stato l'eccessivo coinvolgimento dell'attuale governatrice negli affari politici, che viene percepito come un uso strumentale da parte di Lagarde della propria posizione per promuovere un'agenda personale e servirsi dell'istituto di Francoforte come trampolino per lanciarsi (di nuovo) nella competizione politica: "Mario Draghi era lì per la Bce, mentre sembra che la Bce sia lì per Christine Lagarde", si legge tra i commenti. 

Ma non si tratta solo delle percezioni circa la personalità della presidente, naturalmente. Le decisioni di politica monetaria prese da Lagarde hanno incontrato l'approvazione solo del 38% degli intervistati, mentre l'appoggio a quelle di Draghi si attestava al 64% alla fine del suo mandato. 

Certo, Lagarde ha dovuto affrontare una pandemia globale senza precedenti e una crisi geopolitica nell'immediata periferia dell'Unione, due eventi che hanno avuto pesantissime ricadute sulla stabilità del sistema finanziario internazionale, provocando un'impennata storica dei tassi d'inflazione in tutto il mondo. Ma del resto, come accennavamo prima, neanche Draghi ha navigato in acque tranquille.

E in acque agitate come quelle attuali, è importante che la Bce dia sicurezza e sia in grado di garantire il ritorno alla stabilità dei prezzi (che poi è la sua missione) – o che almeno possa farsi percepire capace di raggiungere questo obiettivo. Invece, continua Politico, meno della metà degli intervistati ha dichiarato di avere fiducia nelle capacità dell'istituto di gestire la crisi con Lagarde alla guida. 

Questo, come si evince dai commenti raccolti dal sondaggio, è dovuto anche al fatto che in questi mesi "la Bce si è concentrata su temi che esulano dal suo mandato in un periodo in cui l'inflazione era al livello più alto nella storia dell'Ue". Si citano a tal proposito gli interventi nel dibattito pubblico su temi come l'uguaglianza di genere, la decisione di prendere una posizione sostanzialmente politica sulla guerra tra Israele e Hamas, o ancora un numero eccessivo di viaggi della presidente per scopi evidentemente non strettamente correlati all'attività principale della banca. 

Ci sono comunque degli ambiti in cui il sostegno alle scelte della governatrice non è in discussione, ad esempio l'inclusione nel mandato della Bce la tutela dell'ambiente, uno dei segni distintivi della presidenza Lagarde. 

Ma anche sulle questioni interne, il punteggio dell'ex-ministra delle Finanze francesi è stato peggiore di quello dei suoi predecessori, nonostante l'impegno profuso, ad esempio, a promuovere la diversità e un processo decisionale più inclusivo. 

Secondo i commenti raccolti dall'Ipso, l'ente che ha realizzato il sondaggio, "Christine Lagarde è generalmente considerata un leader autocratico che non agisce necessariamente secondo i valori che proclama". Si evidenzia l'insoddisfazione per un approccio manageriale che carica eccessivamente di lavoro i dipendenti ed è carente a livello di trasparenza in diversi ambiti, a cominciare dalle procedure di assunzione. Quanto alle politiche di genere, infine, l'insofferenza verso il modo in cui Lagarde le sta portando avanti è paragonabile negli intervistati di genere maschile e femminile. 

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