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Sabato, 18 Maggio 2024
Il ritratto / Slovacchia

Chi è Robert Fico, il premier slovacco vittima di un attentato

Il suo partito Smer è stato sospeso dal Partito socialista europeo dopo la svolta su posizioni più nazionaliste, anti-immigrazione e filorusse

Il premier slovacco Robert Fico si trova in ospedale a lottare tra la vita e la morte, dopo che un attentatore gli ha sparato contro varie volte colpendolo al torace. Fico era tornato a ricoprire la carica di primo ministro del Paese dell'Europa centrale, membro sia dell'Unione europea che della Nato, per la quarta volta lo scorso ottobre, raggiungendo il record di primo ministro più longevo nella storia della nazione, essendo stato in carica per oltre 10 anni in tutto. E nel corso degli anni ha avuto anche una mutazione delle sue idee politiche, passando dall'originario pensiero di sinistra ed europeista, a un marcato nazionalismo, all'euroscetticismo e a posizioni considerate filo russe.

Nella sua carriera Fico ha dimostrato una grande capacità di cambiare rotta e di saper seguire gli umori dell'opinione pubblica, e così pur essendo stato per anni parte della famiglia socialista, è ora il principale alleato in Europa dell'ungherese Viktor Orban, non esattamente un liberale di sinistra. Nel 1999, quando aveva 35 anni, ha fondato Direzione-Socialdemocrazia (Smer) guidando una scissione dal Partito della Sinistra Democratica, formazione nata a sua volta dalle ceneri del partito comunista, e che si proponeva come un'alternativa ai comunisti e ai socialisti, una sorta di 'nuova sinistra' della 'Terza Via'. Il partito, che lui guida da allora, faceva parte della famiglia del Partito socialista europeo, ma dal Pse è stato sospeso lo scorso ottobre, dopo che Fico ha formato l'ennesima coalizione di governo con il Partito nazionale slovacco (Sns), formazione di estrema destra che a Bruxelles siede nei banchi di Identità e democrazia, insieme alla Lega di Matteo Salvini.

Fico è stato eletto per la prima volta al Parlamento (allora di Praga) nel 1992, quando la nazione era ancora Cecoslovacchia, prima di dividersi poi l'anno successivo in Repubblica ceca e Slovacchia. Il suo primo incarico di prestigio è stata la nomina a membro del Consiglio d'Europa, ruolo che ha ricoperto dal 1994 al 2000, ma è stato solo nel 2006 che è riuscito ad arrivare al potere, e formare il suo primo governo. Il suo partito ottenne allora il 29,1% dei voti e formò una coalizione con l'Sns e il Partito Popolare – Movimento per una Slovacchia Democratica (Hzds). L'esperienza di governo è durata 4 anni poi nel 2010 Fico è tornato all’opposizione. Due anni dopo la Slovacchia è di nuovo chiamata votare e per Fico è stato quasi un plebiscito: lo Smer supera il 44% e il suo leader diventa di nuovo premier, per poi esserlo di nuovo tra il 2016 e il 2018, anche se con un successo più contenuto alle urne. Sono in queste due esperienze alla guida della Slovacchia che inizia la sua conversione a posizioni più nazionalistiche e contrarie all'immigrazione e ai diritti civili.

In questo periodo ha contribuito al rilancio del gruppo Visegrad, la coalizione di Paesi dell'ex blocco sovietico composta da Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia, il cui collante principale in quegli anni era l'opposizione a una maggiore integrazione dell'Ue e la retorica anti-immigrazione. Nella sua ultima campagna elettorale Fico ha attaccato più volte Bruxelles per il suo appoggio all’Ucraina nella guerra contro la Russia, soprattutto per la scelta di applicare sanzioni a Mosca. E si è opposto all’adesione dell’Ucraina alla Nato.

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