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Venerdì, 21 Giugno 2024
La buona notizia

Via libera alle prime norme Ue per combattere la violenza di genere

L'Eurocamera ha approvato misure per punire i responsabili e proteggere le vittime di mutilazione genitale femminile, matrimoni forzati e reati online

Ogni anno in Europa si contano ancora innumerevoli casi di violenze e molestie di genere: una donna su tre dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale e una su due molestie sessuali. Per questo l'Europa ha approvato il primo pacchetto legislativo contro la violenza sulle donne. Il Parlamento europeo ha dato il via libera a misure che mirano a punire i responsabili di reati di genere e a proteggere vittime. 

"Il Parlamento ha compiuto i primi passi per fare dell'Europa il primo continente al mondo a porre fine alla violenza contro le donne", ha detto una delle relatrici per l'Aula, la popolare irlandese Frances Fitzgerald. "Dobbiamo garantire che non ci possa essere impunità per coloro che commettono tali crimini", ha aggiunto. Il testo, approvato con 522 voti a favore, 27 contrari e 72 astensioni, e che ora attende solo l'ok del Consiglio Ue, chiede leggi più severe per contrastare la violenza informatica, una migliore assistenza alle vittime e misure per prevenire gli stupri. 

La direttiva vieta le mutilazioni genitali femminili, un fenomeno che esiste anche nel Vecchio continente. Si stima che oltre 600mila donne convivano con le conseguenze delle mutilazioni genitali in Europa e che altre 190mila ragazze e donne siano a rischio di subire questa pratica dannosa solo in 17 Paesi europei. E vieta anche i matrimoni forzati e stabilisce linee guida particolari per i reati commessi online, come la divulgazione di informazioni private e la diffusione non consensuale di materiale intimo o manipolato. Questi ultimi sono in crescita e colpiscono soprattutto giovani donne o donne note al pubblico come giornaliste o politiche.

Sarà considerata un'aggravante l'intenzione di punire le vittime per il loro genere, l'orientamento sessuale, il colore della pelle, la religione, l'origine sociale o le convinzioni politiche, e il desiderio di mantenere o ristabilire "l'onore". Non solo: le pene saranno più severe anche nel caso in cui ad essere colpiti siano personaggi pubblici, giornalisti o paladini dei diritti umani.

Oltre a prevenire e a punire i reati, i Paesi membri dovranno rendere maggiormente accessibile l'assistenza sanitaria, compresi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva. Le autorità nazionali avranno anche maggiori obblighi di segnalazione e di raccolta delle prove e dovranno sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del consenso nel sesso.

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