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Mercoledì, 19 Giugno 2024
L'indagine

Cosa è lo Pfizergate e perché se ne parla (di nuovo)

Sotto la lente della procura europea ci sono dei messaggi inviati dalla presidente della Commissione von der Leyen al capo del gigante farmaceutico ai tempi della stesura del contratto per i vaccini

Sui giornali italiani si è tornato a parlare di Pfizergate, le indagini sulla condotta della presidente della Commissione europea (e candidata a un secondo mandato), Ursula von der Leyen, ai tempi dell'acquisto dei vaccini durante la pandemia di coronavirus nel 2020. La Lega ha sostenuto, attraverso l'eurodeputato Alessandro Panza, che si tratterebbe di un "intricato scenario di potere e favoritismi dietro l'acquisto dei vaccini Pfizer", che solleva "dubbi cruciali riguardo alla trasparenza e all'integrità delle istituzioni europee". Ma che cosa è il cosiddetto Pfizergate, e perché se ne parla di nuovo?

Gli sms sospetti

Lo Pfizergate è un'indagine aperta dalle autorità giudiziarie belghe nella città di Liegi, in Belgio, nell'aprile del 2023 dopo una denuncia penale presentata da un lobbista locale, Frédéric Baldan. Oggetto dell'indagine sono alcuni contatti informali avvenuti tramite sms tra von der Leyen e l'amministratore delegato del colosso farmaceutico Pfizer, Albert Bourla, prima della maxi-commessa di vaccini contro il Covid. Quelle trattative informali avrebbero contribuito ad aprire la strada poi alla stesura di un contratto da 1,8 miliardi di dosi di vaccino per i Ventisette Stati membri, il più grande appalto mai concluso dall’Unione europea. L'accusa del lobbista è di "usurpazione di funzioni e titoli", "distruzione di documenti pubblici", "appropriazione illegale di interessi e corruzione".

Secondo Baldan, durante la pandemia von der Leyen avrebbe agito al di fuori dei trattati Ue e al di là del suo mandato per conto degli Stati membri, compreso il Belgio, mentre negoziava i contratti per i vaccini. Alla denuncia del lobbista si sono aggiunti in seguito anche la Polonia dell'ex premier Mateusz Morawiecki e l'Ungheria di Viktor Orban, due Paesi con governi conservatori e che erano in scontro aperto con la Commissione che li accusava di violazioni dello Stato di diritto. Varsavia però adesso dovrebbe ritirare il suo appoggio al caso, dopo che alle ultime elezioni l'europeista e popolare (come von der Leyen) Donald Tusk è diventato il nuovo primo ministro. Nessuno al momento è stato ancora accusato in relazione alle indagini, che però vengono utilizzato da alcuni per sostenere la narrazione 'élite contro il popolo', soprattutto ora che inizia la campagna elettorale per le elezioni europee.

L'indagine passa all'Eppo

Del Pfizergate si è tornati a parlare adesso perché lunedì scorso (primo aprile) l'influente giornale di Bruxelles Politico, ha scritto un articolo sul fatto che ora (o meglio già da mesi), l'indagine sugli sms è passata dalla procura belga a quella europea, l'Eppo (European Public Prosecutor's Office). L'Eppo stava comunque già indagando sulla vicenda dell'acquisto dei vaccini dal 2022, anche se non ha mai rivelato i dettagli dell'inchiesta. Nell'aprile del 2021 fu il New York Times a rivelare per primo lo scambio di messaggi privato avvenuto mentre von der Leyen e Bourla stavano definendo i termini dell'accordo.

Questa indiscrezione spinse un giornalista di Netzpolitik, Alexander Fanta, a richiedere l'accesso pubblico ai messaggi. La Commissione, rispondendo al cronista, diede conto di tre documenti: un'email, una lettera e un comunicato stampa, ma non offrì alcun chiarimento sugli sms. Questo portò anche a un richiamo della mediatrice europea, Emily O’Reilly, che svolge a livello Ue il ruolo che in Italia viene assegnato al difensore civico. Il New York Times ha avviato una causa parallela contro la Commissione chiedendole di rivelare il contenuto dei messaggi.

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