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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Lo scontro / Polonia

Il Parlamento Ue vuole il blocco del Recovery alla Polonia: "Rispetti lo Stato di diritto"

In una risoluzione l'Aula di Strasburgo sostiene che i 36 miliardi destinati a Varsavia dovrebbero essere congelati, finché il Paese non rispetterà l'indipendenza dei magistrati e i diritti civili

La Commissione europea ha sbagliato a dare il suo ok al Recovery Fund della Polonia, perché prima di avere ulteriori fondi comunitari Varsavia deve prima risolvere il problema delle volazioni dello Stato di diritto. La critica arriva dal Parlamento Ue che ha approvato in Plenaria una risoluzione che condanna, tra le altre cose, gli attacchi all'indipendenza della magistratura. Il testo, non vincolante, e che ha avuto  411 voti favorevoli, 129 contrari e 31 astensioni, sottolinea che le sentenze della Corte di Giustizia Ue e della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu, organismo non Ue), così come preminenza del diritto dell'Ue, non sono negoziabili, e vengono prima di tutto.

I deputati sottolineano inoltre che il rispetto dei valori dell’Unione sono presupposti inderogabili per fruire del Fondo e che il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto, quello che blocca i finanziamenti in caso di violazioni, sarebbe in questo caso pienamente applicabile, per decretare lo stop ai 35,4 miliardi di euro assegnati a Varsavia. Per questo nella risoluzione, si esorta il Consiglio ad approvare il Pnrr della Polonia solo dopo che il Paese avrà pienamente soddisfatto i requisiti sui conflitti d'interessi e frodi, nonché tutte le raccomandazioni specifiche del semestre europeo nel settore dello Stato di diritto. La Polonia deve inoltre attuare tutte le pertinenti sentenze della Corte di Giustizia UE e della Cedu prima che il suo piano possa essere approvato.

“Il via libera al Piano nazionale di ripresa della Polonia sta rivelando un atteggiamento ipocrita delle Istituzioni europee. Viene invocata la ferma difesa dello Stato di diritto ma vengono prese decisioni inadeguate a questo scopo”, ha attaccata in un intervento in Aula Laura Ferrara, del Movimento 5 Stelle. L'europarlamentare ha sostenuto che nel Paese ex comunista “la situazione sull’indipendenza della magistratura è peggiorata fino ad essere stato messo in discussione il primato del diritto dell'Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, per non dimenticare poi “i numerosi dibattiti sugli attacchi alla libertà di stampa e ai diritti civili”.

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