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Mercoledì, 19 Giugno 2024
La stretta

Così il Parlamento europeo vuole evitare nuovi Qatargate

Approvato il nuovo regolamento interno che mira a rendere più difficili corruzione e pressioni illecite. La presidente Metsola: "Decisioni senza precedenti per rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità"

Il Parlamento europeo vuole evitare nuovi scandali come quello del Qatargate, lo scandalo che lo scorso dicembre ha travolto l'Assemblea comunitaria arrivando a toccare persino una vicepresidente dell'Aula, la socialista greca Eva Kaili. La Plenaria di Strasburgo ha adottato con 505 voti a favore, 93 contrari e 52 astensioni, le modifiche al regolamento interno che dovrebbero rendere più difficili attività di pressione illecite da parte di Stati o enti di diversa natura, economici o politici. I deputati hanno imposto, tra le altre cose, l'obbligo di presentare dichiarazioni sui contributi esterni ricevuti dai deputati per tutte le risoluzioni e i pareri elaborati, e sanzioni più severe per le violazioni del Codice di condotta. "Orgogliosi di aver preso, in tempi record, decisioni senza precedenti per rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità. Per modernizzare la Casa della democrazia europea e renderla più aperta. Per rafforzare il suo ruolo di spinta alla democrazia.", ha scritto su X (ex Twitter), la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Le modifiche introducono regole più comprensive sulla trasparenza delle riunioni, in modo che queste si applichino a tutti i deputati, e non solo a quelli che ricoprono cariche ufficiali, includendo obblighi di trasparenza anche per le riunioni con i rappresentanti di Paesi terzi. Sono state poi inserite norme più severe sulle cosiddette "porte girevoli", con un divieto per i deputati di intrattenere rapporti con gli ex deputati che hanno lasciato il Parlamento da meno di sei mesi. Questo intervento è stato pensato per evitare che ex eurodeputati come Antonio Panzeri, l'uomo ritenuto la mente dello scandalo del Qatargate, possano avere troppo influenza sui nuovi parlamentari. Questa norma è stata però criticata e ritenuta da molti troppo severa, in quanto un ex deputato non può essere in quanto tale ritenuto una persona pericolosa per il Parlamento, e anzi spesso i contatti tra vecchi e nuovi deputati aiutano ad attuare un più agevole passaggio di consegne.

Nelle nuove regole è stata inserita anche una definizione più ampia di conflitto di interessi, regole più chiare sulle dichiarazioni di interesse e la possibilità per gli organi competenti di decidere sull'opportunità per i deputati ritenuti in una posizione di conflitto di ricoprire posizioni specifiche. Sono state inoltre imposte dichiarazioni patrimoniali all'inizio e alla fine di ogni mandato (una norma inserita all'ultimo momento e che aveva ricevuto l'opposizione dei conservatori) nonché norme più severe sull'accettazione di doni e sulla dichiarazione delle spese di viaggio/soggiorno pagate da terzi, sia come deputato che in qualità di rappresentante del Parlamento (quindi anche per assistenti).

Infine stabilite soglie più basse per la dichiarazione di attività remunerate al di fuori del lavoro parlamentare. Un'analisi pubblicata la scorsa settimana da Transparency International Eu ha mostrato che la pratica di svolgere attività collaterali è molto diffusa. Secondo i risultati dell'analisi, su 1.678 attività collaterali finora dichiarate, circa il 12% riguarderebbe collaborazioni con gruppi iscritti al Registro per la trasparenza, cioè entità che fanno lobby nel Parlamento europeo. La cifra potrebbe essere più alta visto che l'ong ha rilevato che una dichiarazione su cinque sarebbe imprecisa. Le modifiche approvate ridurranno l'onere di divulgazione per alcuni eurodeputati,il che significa che ora tutti quelli che guadagnano dai 5mila euro in su all'anno con attività secondarie dovranno dichiarare il loro lavoro, e imporranno di includere dettagli più precisi.

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