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Venerdì, 21 Giugno 2024
La curiosità / Romania

Il Paese dove socialisti e popolari si sono candidati insieme. E poi si sono divisi i posti

In Romania al governo c'è una grande coalizione fra destra e sinistra, che ha deciso si presentarsi unita anche alla tornata elettorale europea, per poi dividersi a Strasburgo. E ha vinto le elezioni

Siamo ormai abituati alle grandi coalizioni, quegli esecutivi in cui la destra e la sinistra trovano un accordo per governare insieme. Le chiamiamo anche Große Koalition, in tedesco, perché in Germania sono una pratica piuttosto comune da sempre. Ma c'è un Paese dove addirittura la grande coalizione al governo si è trasformata in un cartello elettorale, con una lista unica che ha messo insieme entrambi gli spettri politici della nazione. È la Romania dove a vincere le elezioni è stata l'alleanza Psd – Pnl, un patto tra i socialdemocratici del Partidul Social Democrat e i popolari del Partidul Național Liberal.

I due partiti, che governano insieme, alle urne hanno ottenuto ben il 48.70% dei consensi, eleggendo 18 deputati al Parlamento europeo, deputati che andranno insieme a Strasburgo ma lì poi si divideranno: 11 si siederanno nei banchi dei socialisti e otto in quello dei popolari. I due partiti al governo hanno ottenuto un risultato anche migliore nelle elezioni locali, arrivando al 63% dei consensi per i Consigli di Contea.

Il leader del Partidul Social Democrat è il premier Ion-Marcel Ciolacu mentre il presidente del Partidul Național Liberal è Nicolae Ciucă, ex premier e attuale presidente del Senato. I due partiti hanno formato un governo di grande coalizione alla fine del 2021, insieme al partito minore di etnia ungherese Udmr, che ha abbandonato l'esecutivo l'anno scorso in seguito a una disputa sui posti di gabinetto. Le ultime votazioni per il Parlamento europeo, nel 2019, fecero segnare in Romania un'affluenza senza precedenti del 51,2% degli aventi diritto si recò alle urne, oltre il 30% in più rispetto a quelle del 2014, a testimonianza di un sentimento europeista in grande crescita nel Paese balcanico. Quest'anno quella percentuale è ancora aumentata, arrivando al 52,42%.

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