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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Il progetto

Mai più incidenti come al Nord Stream, l'Ue vuole proteggere le infrastrutture critiche

Nuovo piano della Commissione europea che dovrebbe realizzarsi in collaborazione con la Nato. "La guerra della Russia contro l'Ucraina ha portato nuovi rischi di attacchi fisici e informatici"

Preparazione, risposta e cooperazione internazionale: sono le tre aree prioritarie su cui si concentra la proposta della Commissione europea per rafforzare la resilienza e la protezione delle infrastrutture critiche dell'Ue. Il testo si basa sul piano in 5 punti presentato dalla presidente Ursula von der Leyen al Parlamento europeo lo scorso 5 ottobre. Le entità critiche europee sono più interconnesse e interdipendenti, il che le rende più forti ed efficienti ma anche più vulnerabili in caso di incidente. “La guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha portato nuovi rischi, attacchi fisici e informatici, spesso combinati come una minaccia ibrida”, e il “sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e altri recenti incidenti hanno reso evidente che la resilienza delle infrastrutture critiche dell'Ue è minacciata”, si legge in una nota di Bruxelles secondo cui “è urgente intervenire per rafforzare la capacità dell'Unione di proteggersi dagli attacchi”, sia sul suo territorio “che nelle sue immediate vicinanze”.

La bozza di raccomandazione mira a massimizzare il lavoro in tre aree prioritarie: preparazione, risposta e cooperazione internazionale. La priorità dovrebbe essere data ai settori chiave dell'energia, delle infrastrutture digitali, dei trasporti e dello spazio. "Che si tratti di oleodotti, vie di trasporto o cavi sottomarini, un'interruzione in un paese può avere un effetto a cascata con ramificazioni su tutta l'Unione”, ha sottolineato il vicepresidente Margaritis Schinas, secondo cui “il sabotaggio di Nord Stream e altri recenti incidenti dimostrano che dobbiamo accelerare l'attuazione di questo nuovo sistema e costruire forti meccanismi di coordinamento delle crisi per agire oggi". Nella sua presentazione la commissaria agli Affari interni, Ylva Johansson, ha puntato l'attenzione in particolare sulla "collaborazione della Nato" sull'individuazione delle criticità e dei punti più sensibili da sorvegliare.

Tra i vari punti evidenziati, la Commissione chiede ai Paesi membri un'identificazione chiara degli enti che gestiscono le infrastrutture che attraversano le frontiere o che forniscono servizi transfrontalieri e un impegno collettivo a proteggerle. Inoltre, la Commissione incoraggia gli Stati membri a condurre stress test degli enti che gestiscono infrastrutture critiche, sulla base di una serie di principi comuni sviluppati a livello Ue. "L'esercizio di stress test sarà integrato dall'elaborazione di un piano d'azione sugli incidenti e le crisi delle infrastrutture critiche" che sarà sviluppato dalla Commissione in collaborazione con l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, in consultazione con gli Stati membri e con il supporto delle agenzie competenti.

"Il documento descriverà e definirà gli obiettivi e le modalità di cooperazione tra gli Stati membri e le istituzioni, gli organi, gli uffici e le agenzie dell'Ue per rispondere agli incidenti che colpiscono le infrastrutture critiche, in particolare quando questi comportano interruzioni significative della fornitura di servizi essenziali per il mercato interno", ha spiegato ancora l'esecutivo europeo. Nel contesto della reazione, "il progetto di raccomandazione mira a rafforzare la capacità di allerta precoce e di risposta alle interruzioni delle infrastrutture critiche attraverso il meccanismo di protezione civile dell'Unione", ha puntualizzato la Commissione. L'esecutivo europeo, per parte sua, dovra' esaminare regolarmente l'adeguatezza e la prontezza della capacita' di risposta esistente e organizzare prove di cooperazione intersettoriale a livello di Ue.

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