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Giovedì, 22 Febbraio 2024

"Non esiste solo l'elettrico per rendere più sostenibili i trasporti, Ue ascolti la scienza"

Le parole dell'eurodeputato Salini in occasione della presentazione dello studio del The Urban Mobility Council sull'impatto delle auto con motore a combustione: "Serve un nuovo paradigma per misurare le emissioni reali dei veicoli"

Un nuovo paradigma – più sostenibile, equo e inclusivo – per la misurazione delle emissioni di CO2 delle auto private, non più basato sulla classe Euro del motore ma sulla rilevazione del comportamento puntuale del singolo veicolo. 

È questa la visione del The Urban Mobility Council (TUMC), il think tank nato nel 2022 su iniziativa del Gruppo Unipol, presentata a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo da Matteo Laterza, ad di UnipolSai, e Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento elettronica informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano. A ospitare l'evento l'eurodeputato Giuseppe Ferrandino (Renew Europe). Presenti, tra gli altri, gli eurodeputati Maria Veronica Rossi, Massimiliano Salini, e Patrizia Toia.

L’iniziativa, organizzata dal TUMC, si inserisce in un momento cruciale per la politica sulla mobilità all’indomani dell’adozione delle ultime due proposte legislative del pacchetto "Fit For 55%1" e nel contesto della COP 28, nel giorno che precede la "Giornata dei trasporti dell'Ue".

Una proposta che si sposta dall’Italia al Parlamento europeo per portare un contributo al dibattito europeo e internazionale sul ruolo dei trasporti nella lotta al cambiamento climatico, tenendo in considerazione gli impatti sociali connessi all’elettrificazione dei veicoli con il supporto dei risultati della ricerca E-Private Mobility2 Index, realizzata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Questi prevedono come, nei prossimi anni, circa il 70% di auto a motore endotermico non potrà essere sostituito dall’auto elettrica per diverse ragioni: autonomia di percorrenza, ricariche, costi di produzione e quindi di vendita, etc.

In questo scenario di "convivenza" tra auto elettriche e auto a motore endotermico, i risultati sperimentali emersi dalla ricerca "Greenbox: l’uso della telematica per un nuovo paradigma di sostenibilità", evidenziano che non tutte le auto Euro 4 sono da rottamare, e non tutte le Euro 6 sono virtuose.

L’impatto ambientale dipende da come e quanto viene utilizzata l’automobile, ma per catturare questa significatività occorre passare da un modello basato sulla centralità della classe di motore Euro a un modello veicolo-centrico in cui l’individuo diventa protagonista consapevole del proprio ruolo nella emissione di CO2. 

Il guidatore è, infatti, determinante nella quantità di emissioni prodotte dal veicolo: lo stile di guida, la velocità media, i km percorsi, sono tutte variabili in grado di influenzare in modo significativo le emissioni dell’auto. In particolare, una velocità di percorrenza troppo elevata o troppo bassa genera, a parità di altre condizioni, una crescita significativa di emissioni di CO2.

Tale modello permetterebbe, inoltre, di non limitare la mobilità delle persone a priori rispetto a una classe di motore Euro, ma renderebbe possibile misurare il contributo effettivo di ciascuna autovettura per la sostenibilità ambientale del pianeta, rispetto a una normativa in essere che richiede un upgrade della classe Euro.

Attraverso l’uso delle scatole nere – che, nella nuova visione, assurgerebbero al ruolo di green box – il modello misura, infatti, la creazione di effetto serra di ogni singolo veicolo (CO2), sulla base – oltre che delle specifiche tecniche del motore – del tipo di strada che si percorre, del chilometraggio, della velocità media e dello stile di guida. Una misurazione che potrebbe facilmente essere estesa ad altre variabili come, ad esempio, gli inquinanti (per i centri urbani), o l’occupazione di suolo pubblico o la rischiosità per le persone. 

La proposta è quella di un nuovo paradigma per la misurazione delle emissioni di Co2 del parco circolante di auto private; un modello one to one in grado di misurare l’impatto ambientale effettivo di ogni singolo veicolo, ponendo al centro dell’analisi non solo il motore dell’auto ma anche il guidatore.

È un nuovo paradigma che si pone inoltre l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, che non obbliga alla rottamazione di un’auto in ragione del suo motore purché i km che percorre siano limitati e il suo stile di guida sia “green”. Una logica in cui si rende necessario che ciascuna auto sia dotata di una box dedicata e certificata, indissolubilmente legata al veicolo, e che ogni automobilista accetti che il suo stile di guida ed i chilometri percorsi siano misurati. 

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