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Sabato, 18 Maggio 2024
Il ritratto / Lussemburgo

Chi è Nicolas Schmit, il politico che Schlein preferisce a Draghi per la Commissione europea

Il nome dell'ex capo della Bce ed ex presidente del Consiglio italiano è entrato nel toto nomine per il futuro dell'esecutivo comunitario, ma la Segretaria del Pd ricorda che il candidato socialista è un altro

Elly Schlein ha detto no all'ipotesi di sostenere Mario Draghi come futuro presidente della Commissione europea. Un'ipotesi sostenuta nel nostro Paese ad esempio da Matteo Renzi, ma non solo, e che anche a Bruxelles comincia a farsi largo nei corridoi delle istituzioni Ue. La Segretaria del Partito democratico ha ricordato che alle elezioni europee i socialisti sostengono la candidatura di Nicolas Schmit. "Questo non toglie stima e considerazione per il profilo, ma come gruppo dei socialisti abbiamo un solo candidato", ha tagliato corto Schlein. Ma chi è Nicolas Schmit?

Lo Spitzenkandidaten

Nicolas Schmit è l'uomo scelto dal Partito socialista europeo come suo Spitzenkandidaten, il candidato che il partito, in caso di vittoria delle elezioni, proporrà come presidente della Commissione europea. La scelta è stata piuttosto semplice, in quanto era anche l'unico candidato e non c'è stato quindi un vero processo di primarie. I popolari hanno detto invece che vogliono una riconferma di Ursula von der Leyen, mentre i liberali di Emmanuel Macron, si sono espresso contro entrambi i candidati (e in realtà contro lo stesso principio dello Spitzenkandidat) e non ne hanno voluto proporre un loro nome. Il 70enne lussemburghese Schmit riveste al momento il ruolo di commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Classe 1953, è un politico del piccolo Granducato ed esponente del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (Lsap). Nel suo Paese dal 2004 al 2019 ha rivestito il ruolo di ministro del Lavoro, dell'occupazione e dell'immigrazione.

Esperto di questioni europee

Nel 2019 è diventato europarlamentare, per essere nominato lo stesso anno commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali dell'esecutivo comunitario guidato da von der Leyen. Nonostante la lunga esperienza politica, iniziata nel lontano 1979, Schmit è un volto decisamente poco noto fuori dalla bolla di Bruxelles, eppure ha una grande esperto di affari europei. Ha partecipato ai negoziati dei trattati di Maastricht e Nizza, le basi fondanti dell'Ue, per conto del governo lussemburghese. Da giovane ha studiato in Francia, dove ha conseguito un dottorato in economia. Tra i suoi progetti principali nel ruolo di commissario il lancio di un programma da cento miliardi di euro per schemi di lavoro a tempo ridotto durante i lockdown per il coronavirus e una direttiva per garantire che i salari minimi siano fissati a "livelli adeguati".

La direttiva sui rider

Sua è anche la proposta di migliorare le condizioni dei lavoratori delle piattaforme, quelli che prestano servizio su app come Uber, Deliveroo e Glovo, un direttiva che è stata oggetto di grandi opposizioni in Europa e che alla fine è stata approvata dal Consiglio Ue il mese scorso.

Arriva la prima legge europea sui rider (che però esclude i tassisti)

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