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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Ambiente

"Mari europei contaminati, Ue e Stati membri non stanno facendo abbastanza"

L'accusa della leader di Europa Verde Evi: “È un problema ambientale ma non solo, riguarda anche la salute delle popolazioni costiere e dell'economia blu che dà lavoro a 4,5 milioni di persone”

L'Agenzia europea dell'ambiente ha segnalato che tutti e quattro i mari regionali in Europa presentano un problema di contaminazione su larga scala e l'85% delle nostre aree marine ha ancora livelli elevati di concentrazione per una o più sostanze pericolose, ma “nonostante alcuni miglioramenti nell'ultimo decennio, l'Unione europea e gli Stati membri non stanno facendo abbastanza per proteggere l'ambiente marino” e questo è “scandaloso”.

L'attacco arriva dall'eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, in occasione dell'evento “Toxic Waters. Stop polluting our seas!", da lei organizzato insieme all'eurodeputata olandese della sinistra radicale, Anja Hazekamp, in collaborazione con Surfrider Foundation Europe. Per Evi non è solo una questione di ambiente, visto che “quasi la metà della popolazione dell'Ue vive nelle regioni costiere”, e ciò significa che anche “la nostra stessa salute è a rischio”. Inoltre inquinare e distruggere i nostri mari “ha anche un impatto negativo sulla nostra economia blu, rischiando così di minare in modo critico un settore che dà lavoro a oltre 4,5 milioni di persone e dove si stima che il costo dell'inazione raggiunga i 360 miliardi all'anno”, ha aggiunto l'eurodeputata.

Durante l'evento sono stati proiettati i documentari “Italy: Corrosive Foam” & “Europe’s biggest lie”, sul caso di Rosignano, in provincia di Livorno, dove l'azienda chimica belga Solvay è accusata di sversare in mare da decenni dei metalli pesanti, alimentando un fenomeno che ha assunto dimensioni allarmanti, e quello della cittadina olandese Wijk aan Zee, dove i cittadini sono costantemente esposti alle polveri sottili emesse dall'acciaieria Tata Steel e dove, si registra un'allarmante incidenza di episodi di tumore e patologie cardiache.

“Purtroppo la drammatica situazione delle acque di Rosignano ci ricorda che nulla è come sembra: una spiaggia apparentemente caraibica nasconde un’amara (o meglio, tossica) verità”, ha dichiarato durante il dibattito Giuseppe Bivona, co-fondatore di Bluebell Capital Partners, che da anni conduce una battaglia senza sosta contro il colosso chimico Solvay.

L'azienda però respinge le accuse, assicurando che "il processo di Solvay per la produzione di soda a Rosignano è sicuro e controllato, utilizza materiali naturali ed è conforme alle normative europee e italiane, come recentemente confermato dal rinnovo della nostra autorizzazione AIA - IPPC nel gennaio 2022". Pe l'azienda belga le accuse di Bluebell "ripetute nonostante le numerose informazioni da noi fornite, sono semplicemente prive di fondamento, poiché le prove scientifiche dimostrano che la qualità dell'acqua è sicura e in linea con il resto della costa toscana".

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