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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il caso

Cosa c'è da sapere sullo scandalo di molestie sessuali che sta sconvolgendo i Verdi

Il giovane eurodeputato Malte Gallée si è dimesso dopo le accuse di una dozzina di donne, che criticano i vertici del gruppo politico europeo per aver insabbiato il caso

Una crisi senza precedenti sta scuotendo le fondamenta del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo a seguito di uno scandalo sessuale che riguarda l'ormai ex-deputato Malte Gallée. Il giovane europarlamentare, classe 1993, si è dimesso la scorsa settimana a seguito delle accuse di molestie sessuali diffuse dal settimanale tedesco Stern. Nonostante le dimissioni, i dipendenti del partito dei Greens stanno criticando aspramente la gestione del caso da parte della leadership del partito. Una situazione che mette nei guai il gruppo in vista delle elezioni europee di giugno, in un momento in cui i sondaggi danno gli ambientalisti in calo rispetto al turno elettorale del 2019. 

Di cosa è accusato Malte Gallée

Con oltre 50mila follower su Tik Tok, Malte Gallée era considerato l'astro nascente dei Verdi al Parlamento europeo, ma la sua ascesa politica si è bruscamente interrotta dopo le molteplici accuse di molestie sessuali nei confronti di diverse dipendenti del partito, che risalgono all'estate del 2022. Inizialmente le accuse riguardavano contatti indesiderati, ingressi di persone non invitate ufficialmente negli uffici, ma anche bullismo. Poi oltre una dozzina di donne hanno accusato la giovane promessa di vere e proprie molestie.

Lo scandalo è esploso dopo la pubblicazione da parte del settimanale Stern di un articolo che ricostruiva il quadro e le accuse nei confronti di Gallée. "Avevo davvero paura di lui", ha dichiarato in anonimato al settimanale tedesco una delle donne che avrebbe subito le avances indesiderate dell'ex eurodeputato. Le dimissioni del giovane parlamentare che ne sono seguite sono state confermate dal gruppo dei Verdi, ma un portavoce non ha voluto commentare le motivazioni. Lo stesso Gallée ha annunciato la decisione sul suo sito web, respingendo però la veridicità delle accuse. 

Critiche contro i vertici del partito

Il caso sta compromettendo a macchia d'olio tutto il gruppo dei Verdi. Le donne molestate sostengono che la direzione del partito a Bruxelles lo sapesse già da tempo, senza però essersi attivata per indagare o agire di conseguenza. In particolare, hanno accusano la co-presidente dei Verdi, la tedesca Terry Reintke, di non aver preso sul serio le loro denunce. Hanno sottolineato inoltre di essere state messe sotto pressione dal gruppo politico affinché non commentassero le accuse.

"La leadership del nostro gruppo ha detto e promette di essere un pioniere nella protezione contro le molestie. Più e più volte abbiamo sentito che la lotta contro le molestie all'interno e all'esterno del nostro gruppo è una priorità assoluta, mentre la realtà ci mostra che la leadership non ha reagito quando le vittime hanno chiesto aiuto", si legge in una lettera firmata da numerosi dipendenti del partito. "Le molestie – e ancora più spaventoso – l'ovvio insabbiamento non sono solo spiacevoli, ma scioccanti", hanno aggiunto i firmatari, chiedendo misure contro le molestie sul posto di lavoro e che "quelli che non agiscono siano ritenuti responsabili". "Manifestiamo una incrollabile solidarietà con le vittime del bullismo e con i testimoni”, conclude la lettera, indirizzata ai co-presidenti dei Verdi europei, Terry Reintke e Philippe Lamberts, nonché alla segretaria generale Vula Tsetsi e al vicesegretario generale Guillaume Sellier. Neppure due riunioni interne svoltesi questa settimana avrebbero placato le acque, anzi le tensioni si starebbero diffondendo. 

Le promesse dei Verdi

Reintke, per provare a placare gli animi, ha dichiarato alla stampa: "Mi sta incredibilmente a cuore che il Gruppo sia un luogo di lavoro fiducioso e sicuro", promettendo che valuterà le procedure esistenti e le migliorerà. In una e-mail inviata questa settimana ai membri dello staff, i vertici del gruppo hanno promesso di istituire una "task force interna", effettuando inoltre un audit esterno e annunciando a breve una prima serie di misure "per aumentare la protezione dei membri del personale, degli assistenti e degli stagisti quando esprimono preoccupazioni". Le intenzioni sono state ribadite dal portavoce durante il consueto press briefing che anticipa la plenaria a Strasburgo della prossima settimana, dal 11 al 14 marzo. Nonostante Stern abbia prospettato le possibili dimissioni di Reintke, i dipendenti del partito avrebbero escluso questa intenzione da parte della politica tedesca, che figura come la candidata-guida dei Verdi per il voto di giugno. Se la sua posizione non verrà chiarita non sarà facile presentarla come il volto "pulito" degli ambientalisti in Europa.

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