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Venerdì, 27 Maggio 2022
Disinformazione

L’agenzia europea anti fake news ora pubblica in cinese

L’Ue "vuole fornire al pubblico sinofono informazioni basate sui fatti" e fare da contrappeso alla propaganda di Pechino

L’Ue, impegnata da anni nella lotta contro le battaglie di disinformazione condotte dal Cremlino, sta cercando di espandere il suo raggio d’azione fino alla Cina, per fare da contrappeso alla propaganda di Pechino. L’agenzia anti fake news dell'Ue, UevsDisinfo, ha iniziato a pubblicare i propri rapporti anche in cinese, oltre che nelle varie lingue europee per “per fornire al pubblico di lingua cinese informazioni basate sui fatti per aiutare a sensibilizzare la disinformazione sulla guerra in Ucraina”, ha spiegato a Euronews una fonte della Commissione.

La vicinanza tra Pechino e Mosca spaventa l’Ue che sta cercando di contrastare le fake news dei due giganti. La Cina ha finora rifiutato di condannare Mosca per la sua aggressione militare e ha riaffermato il suo impegno per una solida relazione bilaterale tra i due Paesi.

Bruxelles, insieme a Londra e Washington, ha messo in guardia Pechino dal fornire qualsiasi tipo di assistenza che possa aiutare Mosca a fare la guerra in Ucraina. Hanno anche condannato i commenti dei funzionari cinesi che dall’inizio dell’invasione hanno supportato varie tesi filorusse come, ad esempio, quella secondo la quale l’invasione dell’Ucraina sarebbe una semplice "operazione militare speciale”, quella che gli Usa stanno finanziando impianti di armi biologiche Ucraina, e quella secondo la quale Washington starebbe lavorando su piani per attaccare la Russia iniettando agenti chimici in animali vivi e migratori.

La sua posizione filorussa ha danneggiato gravemente l'influenza già calante di Pechino nell'Ue, soprattutto negli Stati membri centrali e orientali. L'inchiesta del Parlamento sulla mappatura di come le potenze straniere malintenzionate manipolano le informazioni e interferiscono nell'Ue per minare i processi democratici ha individuato Russia e Cina come principali colpevoli e hanno chiesto che vengano imposte "sanzioni specifiche relative alle interferenze straniere e alle campagne di disinformazione".

"L'Ue si è lentamente resa conto, durante la pandemia Covid-19 e la guerra in Ucraina, che non era solo la Russia, ma anche la Cina che hanno preso di mira per anni il pubblico europeo con messaggi anti-sistema", ha detto a Euronews Ivana Karaskova, fondatrice e leader di MapInfluenceEU, che mappa l'influenza cinese e russa in Europa centrale e orientale. La buona notizia, secondo Karaskova, è che il blocco ha già legiferato per rendere più difficile per gli attori statali non-UE investire nei media europei. Ora dovrebbe cercare di creare una legge per colpire le piattaforme digitali e promuovere la libertà dei media, ha detto.

"La Cina ha sfruttato i canali russi in Europa per un bel po' di tempo quindi qualsiasi misura che prenderà di mira i siti di disinformazione pro-Cremlino avrà un effetto secondario anche sulla Cina", ha sottolineato. L’agenzia anti-fake new dell’Ue ha ora un team dedicato, composto da tre esperti, che si occupa della Cina: "Questo piccolo ma crescente team lavora a stretto contatto con la divisione Cina del Servizio europeo di azione esterna e con altre aree geografiche, riflettendo la natura globale e intersettoriale delle attività di influenza del Partito comunista cinese", ha detto il portavoce.

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