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Domenica, 16 Giugno 2024
Il rapporto / Italia

Libertà dei media in Europa è a livelli minimi. Anche in Italia

Attacchi, minacce e cause legali: il rapporto annuale di Liberties rivela che nel 2023 i giornalisti europei hanno avuto sempre più pressioni e intimidazioni

La libertà dei media nell'Ue sta subendo una pericolosa erosione e rischia di avvicinarsi "pericolosamente al punto di rottura" in diversi Paesi. La Civil Liberties Union for Europe (Liberties), ong che si occupa di diritti civili con sede a Berlino, ha messo in luce questa tendenza nel suo rapporto annuale sulla libertà dei media, redatto in collaborazione con 37 gruppi per i diritti in 19 Paesi. Tra quelli con situazioni allarmanti ci sono Ungheria, Polonia, Germania, Francia e anche l’Italia.

"La diminuzione della libertà dei media va di pari passo con il declino dello stato di diritto. C'è una stretta correlazione tra i due. Questo è il modus operandi dei regimi autoritari", ha detto Eva Simon, l'ufficiale senior per la difesa presso Liberties. Il rapporto ha evidenziato che nel corso del 2023 numerosi giornalisti in diversi Paesi europei sono stati vittime di attacchi fisici, intimidazioni e minacce, oltre a subire restrizioni alla libertà di espressione e di accesso alle informazioni. Spesso, tali minacce provengono da politici o addirittura da agenti di polizia, come è emerso nei casi riportati in Francia e Bulgaria. Le cause legali abusive contro la partecipazione pubblica (in inglese Strategic Lawsuit Against Public Participation, acronimo Slapp) sono state ampiamente impiegate contro i giornalisti in vari Stati membri, mentre in Polonia alcuni reporter sono stati messi sotto sorveglianza tramite software spia come Pegasus e Predator.

Il rapporto ha inoltre sottolineato la crescente concentrazione della proprietà dei media, minacciando la diversità delle voci mediatiche e aumentando il rischio di parzialità nell'informazione. Si è riscontrato che i giornalisti più critici sono stati esclusi da eventi ufficiali o hanno subito intimidazioni da parte del governo. La situazione appare particolarmente allarmante in Ungheria, dove i media pubblici erano già "completamente sotto il giogo del governo", e in Polonia, dove le restrizioni alla libertà dei media sollevano crescenti preoccupazioni.

La situazione dell'Italia

In Italia, le preoccupazioni stanno crescendo, come indicato dal monitoraggio della pluralità dei media del 2023, che evidenzia una maggiore vulnerabilità dei media pubblici all'interferenza del governo. Durante la primavera dello stesso anno, il governo ha apportato significative modifiche alla gestione della Rai, che hanno portato alle dimissioni dell’amministratore delegato a seguito di pressioni politiche. Il successore, Roberto Sergio, ha rapidamente adottato un cambiamento editoriale allineato all'agenda della coalizione al potere, denuncia il rapporto. Inoltre, si è registrato un aumento del numero di cause legali promosse da figure politiche contro i critici del governo. La Ong ricorda che Matteo Salvini, leader della Lega e ministro delle Infrastrutture, ha annunciato nel giugno del 2023 di aver incaricato i suoi avvocati di intraprendere azioni legali contro L’Espresso per il loro articolo del 2019 sul cosiddetto caso Metropol, che rivelava presunte connessioni tra la Lega e il Cremlino.

Parallelamente, lamenta il report, in Italia è stata introdotta una legge che rende difficile verificare alcune notizie, vietando la pubblicazione di informazioni su arresti e procedimenti giudiziari fino alla fine dell'udienza preliminare. Questa legge, definita dai giornalisti come una "legge bavaglio", secondo Liberties minaccia la libertà di stampa. Anche se il Parlamento italiano ha proposto cinque leggi per riformare la diffamazione, alcuni emendamenti sembrano favorire i diritti dei querelanti sulla libertà di espressione. Nel 2023, sono stati registrati 24 casi di procedimenti legali contro giornalisti, tra cui quello di Roberto Saviano, condannato per diffamazione penale per aver criticato la posizione anti-migranti della premier Giorgia Meloni.

In risposta a questa situazione Liberties sta ora raccomandando che la Commissione Europea monitori attentamente l'attuazione da parte degli Stati membri di una nuova legge europea sulla libertà dei media. "Molto dipenderà dai governi nazionali e dalle autorità, ma la legge significa che i casi possono ora essere portati davanti a un tribunale europeo che si pronuncerà su cosa significhi veramente l'indipendenza dei media e la sorveglianza dei giornalisti", ha detto Simon.

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