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Martedì, 16 Aprile 2024
Il rapporto

Come l'Italia ha bruciato 6 miliardi di euro in un anno

La denuncia della Procura europea: la metà dei danni economici causati dalle frodi ai fondi Ue nel 2023 riguarda il nostro Paese. Le mani della criminalità organizzata su agricoltura e Pnrr

Nel 2023, in Europa, circa 12 miliardi di euro di fondi Ue sono finiti al centro di indagini per sospette frodi. La metà di questa montagna di soldi ha riguardato un solo Paese, l'Italia. È quanto emerge dal rapporto dell'Eppo, la procura europea istituita nel 2021 per migliorare il contrasto a un fenomeno che in tre anni avrebbe causato un danno alle casse pubbliche di Bruxelles (e quindi anche dei contribuenti europei) stimato in 19,2 miliardi. Una cifra che, sostiene l'Eppo, è molto probabilmente inferiore a quella reale.

Stando al rapporto, solo nel 2023, nel nostro Paese sono state avviate 556 indagini per frodi al bilancio Ue su un totale di 1.371 casi aperti nel blocco. Il danno stimato in Italia è di 6 miliardi di ero. Se si allarga lo sguardo anche agli anni precedenti, il danno stimato sale a 7,3 miliardi. Va detto che, come sottolineato nel rapporto, le indagini condotte a livello centrale dall'Eppo sono aumentate notevolmente nel 2023, dopo che i primi due anni di attività della procura europea sono serviti a rodare i meccanismi e il coordinamento con le procure nazionali. 

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Tornando all'Italia, il grosso delle indagini ha riguardato finora il Pnrr (179 casi), seguito dall'agricoltura (104 casi). Buona parte del danno stimato riguarda le frodi all'Iva, che sono anche quelle più comuni in Europa. Nel 2023 sono stati congelati beni per quasi 400 milioni di euro.

In totale, le persone denunciate in Italia sono state finora 256. Tra le indagini citate come esempio dall'Eppo, c'è quella che riguarda una scuola dello Zen, a Palermo, dove l'ex dirigente è accusata di aver sottratto una serie di beni, tra cui prodotti alimentari, destinati agli studenti di famiglie povere. 

Allargando lo sguardo all'intero continente, l'Eppo segnala i rischi legati ai Pnrr nazionali: il 25% del danno stimato per le frodi riguarda i programmi nazionali del Next Generation EU. La procura europea teme che tale danno possa solo aumentare nel contesto dell'attuazione accelerata dei finanziamenti del piano per la ripresa. Tanto più che dall'anno scorso è emerso come i gruppi della criminalità organizzata abbiano allungato i loro tentacoli sui Pnrr. "L'entità delle frodi che ledono gli interessi finanziari dell'Ue, in particolare sul lato delle entrate del bilancio, può essere spiegata solo con il massiccio coinvolgimento di gravi gruppi della criminalità organizzata", avverte la procuratrice capo europea, Laura Kovesi. "Nelle nostre indagini vediamo gravi gruppi della criminalità organizzata finanziare operazioni di frode sull'Iva con denaro ottenuto da altre loro attività criminali. Vediamo gli stessi operatori specializzati riciclare denaro proveniente dalle frodi Iva e da altre attività criminali di questi gruppi. La nostra strategia dovrebbe essere quella di paralizzare la capacità finanziaria dei gravi gruppi criminali organizzati", conclude Kovesi.

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