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Lunedì, 8 Agosto 2022
La community

"Con una piattaforma portiamo le nostre voci all'interno delle istituzioni Ue"

Anton de Nicolò e Natascia Arcifa sono due giovani membri di "Insieme-per.eu", il progetto del Parlamento europeo nato per promuovere la partecipazione democratica

Promuovere la partecipazione democratica nell'Unione europea, dando alle persone uno strumento attraverso cui fare sentire la propria voce e creare connessioni. È questo "Insieme-per.eu", la piattaforma creata dal Parlamento europeo allo scopo di mantenere un dialogo costante tra istituzioni e cittadini, promuovere l'identità europea, creare un canale di comunicazione peer-to-peer e fornire informazioni.

Si tratta di una vera e propria comunità che riunisce cittadini e cittadine di tutte le età, e di ogni Stato membro. E attraverso cui vengono organizzati eventi, workshop, e iniziative da parte dello stesso Parlamento europeo, ma soprattutto da associazioni e altri membri della comunità. Questi appuntamenti sono l’occasione per discutere insieme di temi europei, di affinare le proprie abilità, di conoscere da vicino influencer e altri personaggi noti che hanno realizzato progetti con le istituzioni Ue, ma sono soprattutto momenti di socialità per confrontarsi con persone che hanno a cuore la partecipazione democratica in Europa. Per capire meglio come funziona abbiamo parlato con Anton de Nicolò e Natascia Arcifa, due giovani attivisti che da ormai due anni fanno parte della famiglia di Insiemeper.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aderire all’iniziativa?

N: Più che sulle ragioni vorrei soffermarmi su quelle che sono le esperienze che mi hanno portato ad aderire all'iniziativa “Insiemeper”. “Insiemeper” è stata l'evoluzione di “Stavolta voto”, una campagna organizzata in occasione delle elezioni europee per avvicinare i giovani alle istituzioni. Sono venuta a conoscenza di questa iniziativa grazie allo European youth event che viene organizzato ogni due anni a Strasburgo, e alla quale ho partecipato con la mia associazione One hour for Europe. È da lì che tutto è iniziato, grazie alla possibilità di vedere questa community che cresce e di conoscere persone che condividono gli stessi valori e interessi. La rete Insiemeper permette ai giovani di entrare in contatto con funzionari che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere, che possono insegnarci qualcosa in base alle loro esperienze, soprattutto delle soft skills e ci dà modo di capire che tutto quello che avviene all'interno delle istituzioni dell'Unione europea, soprattutto il Parlamento europeo, è sempre relativo e direzionato ai cittadini europei. Quest’anno con la Conferenza sul futuro dell’Europa e l'Anno europeo dei giovani c'è stato e c'è terreno fertile per permettere a ciascuno di noi di partecipare attivamente.

A : Mi occupo personalmente di educazione e formazione, nella mia vita mi sono occupato di educazione civica e faccio parte di un’associazione che si chiama One hour for Europe. Insiemeper è un’infrastruttura interessante perché permette a chiunque di organizzare iniziative ed eventi nel terzo settore come ad esempio formazione in generale, educazione civica o cittadinanza attiva. Ciò che è stimolante è il fatto che gli eventi possono partire anche dal basso, quindi, sulla base delle esigenze che uno identifica nel proprio territorio può proporre un evento.

Quali sono le attività che stai svolgendo (o che hai svolto) nell’ambito dell’iniziativa Insiemeper? Ne hai già in mente per il futuro?

N: Le attività che abbiamo svolto con insieme per Ue sono state le più disparate. Spesso l'idea nasce dal singolo volontario, dalla realtà associativa che rappresenta oppure viene posto dagli uffici del Parlamento europeo. Con One hour for europe abbiamo organizzato un incontro/intervista con Stephen Clark (il responsabile della comunicazione con i cittadini del Parlamento Europeo, ndr) che ci ha raccontato com'è andata tutta la campagna stavolta voto. È stato bello vedere quanto la gente avesse voglia di parlare e di dire la propria sulle istituzioni europee. Ancora, abbiamo un moderato diversi eventi con giornalisti, politici e altre persone legate al mondo delle istituzioni. Di recente abbiamo iniziato anche con gli eventi in presenza perché insieme per si è ritrovata un po’ bloccata per colpa della pandemia. Nonostante il blocco non abbiamo mai smesso di utilizzare questi strumenti per farci sentire e quindi sotto questo aspetto insiemeper e il Parlamento europeo sono stati importanti perché ci hanno aiutato nel voler far sentire la nostra voce nonostante il limite fisico di dover restare in casa.

A: Di recente, assieme ad alcune scuole ho partecipato all’evento “Panchine Europee” con la quale si cerca di far entrare i giovanissimi, parliamo di ragazzi delle scuole medie inferiori, in contatto con il mondo e i valori dell’Unione europea. In quella fascia di età è importante informare i ragazzi sul funzionamento, i valori e la storia europea. In modo che possano vedere l’Europa come un prodotto storico e sviluppare una sensibilità critica sulla storia contemporanea, sul periodo che stiamo vivendo.

Come ti aspetti che evolva il progetto?

N: Non so esattamente come si evolverà il progetto ma quel che riconosco è che di sicuro si evolverà in qualcosa di grande perché man mano che passa il tempo siamo sempre di più, le idee sono sempre maggiori e quindi di sicuro quello che non dovrà mai mancare questo spazio di collaborazione di confronto di apertura con gli uffici del Parlamento europeo. Quindi io veramente spero, anzi mi aspetto, che il progetto continui all'interno delle scuole delle università e delle piazze delle associazioni all'interno delle aziende cioè ovunque possa raggiungere un cittadino che magari e non sa ancora di voler essere un cittadino attivo.

A: La cosa principale cosa che bisogna chiedersi è: qual è l'obiettivo che si vuole raggiungere? L’obiettivo finale credo sia appunto una maggiore integrazione tra i giovani europei e una maggiore coesione intorno ai valori della vita democratica europea. E questi obiettivi come si raggiungono? Il portale permette di mettere a disposizione strumenti che permettano a chi vuole affrontare temi europei di poterli sviluppare. Potrebbe essere interessante lavorare con gli insegnanti, che a questo punto incomincia a essere anche giovani insegnanti che vogliono portare i loro studenti a fare delle attività. Con un po’ di informazione che potrebbero sapere che esistono queste possibilità e cercare le cose formative che un po più interessano a loro. Il processo è un po’ limitato dal fatto c’è poco interessamento, perché soprattutto nei Paesi membri, In Italia più che altro, l’Europa viene utilizzata come capro espiatorio. Durante le campagne elettorali l’Ue viene sempre utilizzata in negativo quindi faccio ricadere delle colpe sull’europa e allora in quel momento lì la uso quando fa qualcosa di positivo non la uso. L’Europa è in realtà molto presente nel territorio però viene venduta poco. Se la gente lavorasse molto sul cosa fa l’Europa per te, cosa fai con i fondi europei, nel tuo quartiere, nella tua città, in che modo aiutano le politiche di bilancio, come le politiche giovanili hanno cambiato la vita di alcune persone, allora magari la gente ragionerebbe di più su "ah quindi fa qualcosa per me". C’è da dire che il Covid e la guerra hanno dimostrato come le difficoltà possono essere affrontate solo come Unione europea, quindi nei momenti di grande crisi, sembra brutto da dire, c’è stata una spinta verso l’Unione europea.

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