Sabato, 13 Luglio 2024
Il rischio / Libano

La guerra tra Israele e Iran e l'ombra di una nuova crisi di migranti in Europa

I leader dei 27 preoccupati per le conseguenze che un'escalation potrebbe avere soprattutto sul Libano, dove ci sono già un milione e mezzo di rifugiati siriani. Che stanno già iniziando a scappare

L'Unione europea è preoccupata per una possibile escalation del conflitto in Medio Oriente, con una guerra tra Israele e Iran che potrebbe essere alle porte. I Ventisette hanno espresso chiaramente le loro preoccupazioni nelle conclusioni del Consiglio europeo, chiedendo a "tutte le parti" di "dar prova della massima moderazione e dicendosi pronti "a collaborare con tutti i partner per evitare un ulteriore inasprimento delle tensioni nella regione, in particolare in Libano". Il Libano, dove si trovano i miliziani di Hezbollah alleati dell'Iran, potrebbe essere trascinato in una eventuale guerra, con conseguenze che andrebbero oltre la regione, ma arriverebbero fino all'Europa.

Chi è Hezbollah e perché il Libano potrebbe entrare nel conflitto

Oltre che per le sofferenze che un nuovo conflitto porterebbe, che si sommerebbero a quelle ancora in corso nella Striscia di Gaza, dove il bilancio dei morti palestinesi è arrivato a quasi 34mila persone, l'Europa teme anche una nuova ondata di rifugiati nel Vecchio continente. "Il Consiglio europeo conferma la determinazione dell'Ue a sostenere le persone più vulnerabili in Libano, compresi i rifugiati, gli sfollati interni e le comunità di accoglienza che ne hanno bisogno, nonché a fornire sostegno nella lotta al traffico e alla tratta di esseri umani", si legge nelle conclusioni.

Un milione e mezzo di rifugiati

Il Libano ospita al momento già un milione e mezzo di profughi siriani, il 90% dei quali vive in condizioni di estrema povertà e il 20% ancora in campi, in condizioni spesso deplorevoli. Sin dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza, gli scontri tra le truppe israeliane e le milizie di Hezbollah, attraverso principalmente lancio di razzi, sono state costanti.

Hezbollah ha compiuto attacchi quotidiani contro Israele a sostegno di Hamas, suo alleato, lanciando oltre 2mila razzi. L'esercito di Tel Aviv ha risposto a sua volta con bombardamenti sempre più frequenti e più in profondità, il territorio libanese. Oltre sei mesi di violenze transfrontaliere hanno causato 370 morti sul versante libanese, soprattutto miliziani ma anche circa 70 civili, tra cui un giornalista della Reuters, e diciotto decessi tra gli israeliani, tra soldati e civili.

I primi flussi verso Cipro

Ampie zone sia del Libano che di Israele a ridosso del confine sono state evacuate, per creare zone di sicurezza. Circa 100mila israeliani hanno dovuto evacuare l'area intorno al confine settentrionale, così come decine di migliaia di libanesi dalle comunità sul lato opposto. La popolazione ovviamente è molto preoccupata, e i primi a scappare sembra siano proprio i rifugiati che si trovano in Libano, che temono di vedersi trascinare in un nuovo conflitto, dopo essere scappati da quello siriano. A ricevere questi nuovi flussi irregolari è stato principalmente il Paese europeo più vicino al Medio oriente: la piccola isola di Cipro.

Domenica scorsa Nicosia ha sospeso l'esame delle domande di asilo dei siriani in seguito al forte aumento degli arrivi irregolari di questo mese. Più di mille persone sono arrivate a Cipro su imbarcazioni provenienti dal Libano dall'inizio di aprile, in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente. L'isola mediterranea si trova a circa 160 chilometri a ovest delle coste del Libano e della Siria, e in tutto ha registrato più di 2mila arrivi via mare nei primi tre mesi di quest'anno, rispetto agli appena 78 dello stesso periodo dello scorso anno. Un segnale preoccupante, e le cose potrebbero peggiorare molto in caso di esplosione di un conflitto.

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