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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Voto decisivo

Dopo la Sardegna il centrodestra perde anche a Strasburgo

Al Parlamento Ue passa la legge che tutela la natura, sostenuta da centrosinistra e verdi. Tra i popolari europei, in 25 hanno votato contro le indicazioni dei vertici del loro partito

Fallito l'ennesimo tentativo da parte della destra di affossare la legge sul ripristino della natura (Nature restoration law). Il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, ha approvata l'ultima versione della discussa normativa, quella uscita dalle negoziazioni con il Consiglio dell'Unione europea. Si trattava di un voto molto atteso per capire gli equilibri all'interno del centro-destra e, in chiave elettorale, se possa reggere l'alleanza con l'estrema destra. Sono stati 25 gli eurodeputati che hanno scelto di "tradire" le indicazioni del Partito popolare europeo (Ppe), impedendo così di affossare quella che è ritenuta una legge chiave del Green Deal. La norma, che comporterà una serie di divieti di coltivazione e pesca nel 20% circa delle aree terrestri e marine dell'Ue, viene ritenuta dagli ambientalisti fondamentale per tutelare la biodiversità e la fertilità dei suoli. I suoi detrattori ritengono invece che impedirà ad agricoltori e pescatori di restare produttivi e garantire la sicurezza alimentare dell'Europa. Seppur in contesti diversi, si tratta della seconda sconfitta per la coalizione delle destre, dopo quella subita a sorpresa alle elezioni in Sardegna.

Popolari spaccati al voto

La Legge sul ripristino della natura è diventato il centro di un feroce scontro tra socialisti e verdi da una parte e popolari e conservatori dall'altra. La norma, nonostante fosse stata presentata dalla Commissione guidata dalla popolare Ursula von der Leyen, nelle fase finali della legislatura  è stata avversata in tutti i modi dal Ppe. Sia nelle commissioni Ambiente e Agricoltura, che nella plenaria a Strasburgo del luglio scorso, il centro destra europeo ha cercato la sponda dell'estrema destra per smantellare del tutto la norma. Un'impresa che non è riuscita grazie al voto positivo di alcuni popolari "dissenzienti". La legge, nella versione concordata con i governi dell’Ue, è stata approvata con 329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni.

Anche stavolta i popolari, guidati dal capogruppo Manfred Weber, avevano annunciato che avrebbero votato compatti contro l'approvazione della norma, che a novembre era stata negoziata dal Parlamento Ue e dai governi degli Stati membri. Il voto ha mostrato però che il gruppo di centro-destra non era così compatto. A sostenere l'approvazione della norma sono stati "cani sciolti" di vari Paesi europei. In prima fila e in maniera compatta troviamo i deputati irlandesi, ma sono arrivati dei sì anche da parte di eurodeputati di Germania, Slovacchia, Portogallo, Paesi Bassi e Malta.

Deputati italiani di destra compatti

Compatto invece il voto italiano di destra ed estrema destra per impedire alla norma di passare. Gli eurodeputati di Forza Italia (Ppe), Fratelli d'Italia (gruppo dei Riformisti e Conservatori) e della Lega (gruppo Identità e Democrazia) si sono tutti espressi contro la misura. Il governo italiano guidato da Giorgia Meloni da mesi avversa questa legge, temendo in particolare l'impatto sulle regioni del Nord Italia, che sono altamente produttive ma risultano al contempo tra le più degradate in Europa in termini di fertilità dei suoli e condizioni delle aree naturali sensibili. 

Una legge per la biodiversità

La nuova legge sulla natura impone agli Stati membri misure di ripristino sul 20% del territorio terrestre e marino dell’Unione europea (Ue) entro il 2030, arrivando a coprire tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. Include inoltre obiettivi specifici per arrestare la diminuzione degli insetti impollinatori come le api. I paesi dell'Ue dovranno registrare progressi in due di questi tre indicatori: indice delle farfalle comuni; percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità; stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati. Dovranno anche adottare misure per migliorare l'indice dell'avifauna comune, dato che gli uccelli sono un buon indicatore dello stato di salute generale della biodiversità.

Riumidificare le torbiere

La norma richiede inoltre di ripristinare almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030 (almeno un quarto dovrà essere riumidificato),  il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050 (con almeno un terzo riumidificato). Questo poiché le torbiere sono una delle soluzioni più economiche per ridurre le emissioni nel settore agricolo. La riumidificazione continuerà a essere volontaria per agricoltori e proprietari terrieri privati. La legge consentirà, in casi eccezionali, di sospendere gli obiettivi relativi agli ecosistemi agricoli qualora questi obiettivi riducano la superficie coltivata al punto da compromettere la produzione alimentare e renderla inadeguata ai consumi dell'Ue.

Terreni rovinati

Secondo Bruxelles l'80% degli habitat naturali dell'Unione si trova in uno stato di conservazione "scarso o mediocre" (in particolare torbiere, dune e praterie) e fino al 70% dei suoli non gode di buona salute. Questo è dovuto ad inquinamento, urbanizzazione e sfruttamento intensivo dei suoli da parte del settore agricolo. Secondo un'analisi condivisa dall'Istituto superiore di Sanità, la legge avrebbe un impatto positivo anche dal punto di vista economico, "poiché le stime mostrano numerosi vantaggi a fronte dell'81% degli habitat in cattivo stato: per ogni euro investito nel ripristino della natura sono infatti stimati da 8 a 38 euro in benefici".

La soddisfazione dei socialisti

Gli ambientalisti ritengono che il testo finale approvato è stato fortemente indebolito rispetto alla proposta iniziale dell'esecutivo europeo, ma il relatore della norma César Luena dei Socialista & democratici si è detto comunque soddisfatto. "La cosa importante era avere una legge sulla natura condivisa da una maggioranza. Noi abbiamo provato a rendere questa legge molto condivisa. Avrei voluto obiettivi più ambiziosi in alcuni ambiti o che l'avessimo approvata prima, ma l'importante è che sia passata", ha detto Luena in conferenza stampa dopo il voto. "Bisogna capire adesso il ruolo della prossima legislatura (quella che uscirà dalle prossime elezioni europee, ndr), a cui spetta a mio avviso il compito del finanziamento, cioè di dotare l'architettura finanziaria dell'Unione europea di un pilastro sulla Natura". Rispetto alle critiche mosse da parte del mondo agricolo e della pesca nei confronti di questa norma, il relatore socialista ha affermato: "Io chiedo tempo affinché agricoltori e pescatori capiscano che questa legge non è un problema ma una soluzione. Non si tratta solo di un problema di comunicazione con questi settori, credo invece che dobbiamo introdurre più flessibilità nelle norme del Green Deal e migliorare il dialogo con l'industria e l'agricoltura". 

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